Più di 5000 firme per la salvaguardia dell'ospedale di Camerino: "Qualche piccolo segnale si sta vedendo"

4' di lettura 24/11/2021 - Un successo in parte atteso, ma che poteva essere ancora più consistente quello della petizione a salvaguardia dell'ospedale di Camerino, promosso dall'omonimo comitato recentemente costituitosi.

A conclusione del periodo programmato, sono state 5315 le adesioni raccolte e questo è un primo passo importante che rafforza le intenzioni dei cittadini scesi in campo per la difesa della sanità pubblica sul territorio montano. Attraverso un post sulla pagina Facebook del comitato, il presidente dello stesso Angiolino Napolioni ha ringraziato tutti coloro che hanno aderito a questa iniziativa e promesso un'attenzione continua sugli sviluppi delle scelte e delle politiche regionali nei confronti del nosocomio camerte Santa Maria della Pietà.

"Sono molto contento del risultato - dice Angiolino Napolioni - e devo dire che me l'aspettavo perché l'argomento è importante e di interesse generale per un intero territorio. Forse mi aspettavo anche un risultato maggiore, ma considerato che la sottoscrizione era cartacea e non online, perché la gente è più motivata quando va a firmare direttamente sul posto, mentre le raccolte su internet lasciano il tempo che trovano".

Quali saranno ora i prossimi passi del comitato?
"Dobbiamo decidere. Ci vedremo a breve per valutare i prossimi passi da fare, che sono un po' condizionati e subordinati dall'andamento del Covid-19 in Italia e nelle Marche. Perché voler spingere in questo momento ancor più l'acceleratore sull'ospedale non è il caso. Lo faremo sicuramente, ma un attimo di respiro per la situazione attuale bisogna anche darglielo ai nostri amministratori regionali, alle prese con la nuova ondata di contagi e tutto quello che comporta, per cui non vogliamo esasperare i problemi relativi all'ospedlae di Camerino, anche perché qualche piccolo segnale si sta vedendo".

Si riferisce al reparto di ortopedia che ha ripreso anche gli interventi di un certo rilievo con l'arrivo del primario Leonardo Pasotti?
"Certamente, che questo reparto sia tornato operativo è fondamentale, per cui un plauso va al primario e a tutta l'equipe, che si stanno impegnando fortemente per una ripresa a pieno regime per mantenere il reparto a Camerino. Quello che c'è da riconoscere a livello regionale in questa direzione è giusto che sia fatto. Ora vedremo se faranno gli altri passi".

Ora le attese a cosa sono rivolte?
"Mi aspetto che l'ospedale torni ad essere com'era prima del Covid-19, in parole povere è che vadano migliorati il reparto di cardiologia, quello di medicina pure ha grossi problemi, mentre anche chirurgia necessita di importanti interventi. Certo il potenziamento di tutti non lo chiediamo, dovremo fare sicuramente degli interventi mirati, perché la Regione probabilmente intende fare della ripartizioni di eccellenze tra Camerino, San Severino ed anche in altri ospedali. Non pretendiamo eccellenze in tutti i reparti, anche perché è una pretesa e c'è carenza di medici, di personale infermieristico e para infermieristico".

Il continuo interessamento e investimento di privati con donazioni di attrezzature importanti, com'è accaduto anche di recente con una strumentazione per la chirurgia, è un segno importante di stima e rispetto verso l'ospedale di Camerino e per il suo territorio?
"Senza dubbio. Noi a Camerino siamo dotati già di attrezzature all'avanguardia. L'importante è trovare personale per farle funzionare, in quanto le richieste ci sono, oltre al fatto che lo stesso edificio è antisismico, è uno dei migliori dell'entroterra e non solo, è nuovo con poco più di 20 anni di vita, per cui è già ben organizzato dalla base. Quindi tutto mi fa pensare che dovrebbe essere potenziato per tornare a quello che era".

Avete individuato altre criticità?
"Ci sono altre situazioni da prendere in esame, come ad esempio quella della mancanza dei medici di base, che non ci sono più. Mi sembra che a fine anno va in pensione un'altro medico e quelli che ci sono non arrivano a soddisfare tutte le esigenze della popolazione, considerando poi le caratteristiche della gente che è in prevalenza anziana. Quindi, bisogna che la Regione metta mano anche alla situazione relativa ai medici di base. In tutte le Marche ne mancano 100, per cui la situazione è grave un po' per tutti non solo per noi, mancano anche sulla costa dove c'è anche più popolazione, però è un problema che va affrontato con una certa precedenza rispetto ad altri. La sanità pubblica è di primaria importanza."


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2021 alle 21:09 sul giornale del 25 novembre 2021 - 449 letture

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