Azienda camerte in prima fila per l'igiene contro il Covid

10' di lettura 26/11/2021 - La ditta camerte System & Cleaning, di Luigi Righetti, specializzata nella fornitura di soluzioni per la pulizia e l’igiene nel settore Ho.Re.Ca., è stata fin da subito un punto di riferimento per la provincia di Macerata e non solo, nonostante i tragici eventi degli ultimi anni come il sisma prima ed il Covid oggi.

Grazie al fatto di far parte dal 2001 di un consorzio di 16 aziende tutte impegnate nello stesso settore, quella di Luigi Righetti si è fatta trovare pronta in questo periodo di pandemia e questo grazie alla fornitura di prodotti di alta qualità.

La sua ditta già operava nel settore dell'igiene sia pubblica che priva, con l'arrivo del Covid-19, in che modo è cambiata o si è dovuta adeguare alla situazione?
"Noi lavoraviamo da oltre 20 anni nel settore socio-sanitario - dice il titolare Luigi Righetti - e con molta attenzione alla sanificazione, per cui eravamo "pronti", il mercato non era pronto. Per noi è stato un evento straordinario, perché comunque, essendo una cosa esplosa all'improvviso tutte le aziende che lavoravano avevano bisogno di tutto e di più, ma soprattutto avevano bisogno di sanificare con i prodotti e le metodologie corrette. Su questo aspetto il mercato non era assolutamente preparato ed abbiamo avuto grossi problemi per reperire il materiale. Noi siamo stati fortunati, perché lavorando già su questo canale, i nostri fornitori sono riusciti a sopperire a queste mancanze di materie prime di conseguenza noi abbiamo salvaguardato subito la nostra clientela, come case di risposo e ospedali che forniamo. Poi, è chiaro che la domanda era talmente importante che siamo riusciti a gestire anche clienti nuovi, sempre con la massima serietà, professionalità e disponibilità, perché in quel momento uscivano fuori sul mercato anche prodotti "non certificati" (una cosa che succede quando la domanda schizza e i furbi sono sempre dietro l’angolo). Noi abbiamo fatto sempre molta attenzione e acquistato da canali seri e certificati, perché vogliamo dare sempre un prodotto di qualità, quel valore aggiunto che fà la differenza. Altri tipi di prodotti non ci interessano".

Ci sono stati nuovi prodotti arrivati sul mercato, rispetto a quelli che già utilizzate?
“Diciamo di no, perché come detto prima, lavorando in un contesto come quello socio-sanitario dove sei a convivere quotidianamente con virus, infezioni, batteri, avevamo già i prodotti che il mercato richiedeva con tutte le caratteristiche per affrontare questa pandemia da Coronavirus. Per cui sotto questo aspetto, per noi non è cambiato assolutamente niente. L'unica cosa erano le scorte di magazzino a mancare a causa della crescente domanda; fortunatamente il produttore di prodotti chimici è un nostro consorziato per cui siamo riusciti sempre a soddisfare qualsiasi richiesta da parte dei nostri clienti”.

Quindi il mercato e il giro di affari è cresciuto, ci sono stati nuovi clienti?
"Noi abbiamo acquisito anche clienti nuovi che hanno sposato la nostra filosofia di pulito, ma abbiamo fatto anche molta "formazione" su come andare ad utilizzare questi prodotti per avere un eccellente grado di pulizia e sanificazione. Ad esempio, un nostro cliente importante sul territorio è la Contram, siamo tra i primi fornitori per la sanificazione dei pullman, dove abbiamo fornito una linea guida per la pulizia ad ogni fine corsa con prodotti e attrezzature per la santificazione delle superfici, e generatori di ozono per la sanificazione dell’aria. Chiaro che abbiamo avuto molte richieste".

A livello di Dpi, come mascherine e detergenti specifici avevete avuto richieste?
"Come mascherine, non essendo un prodotto che noi trattavamo con frequenza, all’inizio non ci siamo inoltrati più di tanto, perché subito avevamo captato che c'era qualcosa che non funzionava. Ovviamente la domanda era comunque talmente alta ed anche i nostri clienti ce le richiedevano continuamente. I nostri fornitori hanno poi iniziato a fare una produzione “italiana” di mascherine, ma la cosa è andata per le lunghe perché le certificazioni richiedevano molto tempo. Per cui noi su questo mercato siamo arrivati un pò più tardi, ma con un prodotto di qualità, che tutt'ora oggi stiamo servendo per la nostra realtà come scuole, case di riposo, ospedali ed industrie. Stiamo ricevendo tuttora i complimenti per la qualità delle nostre mascherine. Per quanto riguarda i detergenti abbiamo avuto molte richieste di disinfettanti per superfici e pavimenti e siamo riusciti a soddisfare tutti i vecchi ed i nuovi; invece per le mascherine, soprattutto all’inizio della pandemia è stato un vero e proprio delirio".

Pensa che questa pandemia possa aver insegnato qualcosa dal punto di vista dell'igiene personale e ambientale?
"Diciamo che sotto il periodo più forte del lockdown e quello della riapertura dopo tre mesi di stop, quasi tutti sono stati attenti, soprattutto alle direttive date dai vari DPCM per quello che ogni esercente doveva seguire e mettere in pratica per riaprire in sicurezza. Poi, una volta trascorso del tempo, quest’attenzione è andata via via scemando. Basti vedere che il consumo di gel igienizzante mani è sceso dell'85%. Ancora oggi, nonostante una pandemia in corso, questa percentuale è a dir poco imbarazzante; andando in giro, si vedono in qualche attività i contenitori di gel belli in vista, ma spesso vuoti all’interno di gel sanificante. Questo per tanti motivi, a cominciare dai costi. Bisogna guardare anche un altro lato, ci sono strutture che in piena pandemia hanno speso tanti soldi relativi alla sicurezza (mascherine, tute, guanti, prodotti usa e getta), tutti materiali che hanno subito un'impennata dei prezzi, che fanno fatica poi a farsi risarcire da enti, comuni e via dicendo. Oggi c'è un po' di allentamento, diciamo si fà il minimo indispensabile. Poi ci sono quelle realtà che erano poco attente prima, durante e lo sono ancora adesso. L’attenzione nel nostro settore è una minima parte, invece bisogna fare molta più formazione e cultura del pulito, perché basta lavarsi le mani in maniera corretta per ottenere già ottimi risultati. In alcuni ambienti ad esempio, tipo gli ospedali, la gran parte delle infezioni si trasmette a causa della scarsa igienizzazione delle mani."

Quali sono i prodotti che ha fornito principalmente la sua azienda?
"Noi abbiamo distribuito due disinfettanti certificati Presidio Medico-Chirurgico con attività Virucida principalmente, uno per quanto riguarda le superfici dure come ad esempio i pavimenti, uno per tutte le altre superfici. Sui pavimenti, dove era possibile, lo facevamo con il cloro a percentuali basse ma sempre efficace e stabile, riuscendo a debellare il virus. Per quanto riguarda poi tutto il resto delle superfici, ma anche dispositivi come telefonini, computer, scrivanie abbiamo lavorato con un prodotto sempre virucida, ma invece di essere al 70% a base di alcool è a base di fenoli ed una piccola percentuale di alcool. Con questo siamo riusciti a debellare il virus se era presente, oppure a prevenirlo: anche in questo caso i nostri clienti hanno molto apprezzato l’efficacia dei prodotti e delle loro procedure di utilizzo, non ce n'è stato uno che ha avuto problemi di Covid-19 all'interno delle proprie strutture. Ancora più importante è, che alla fine di questa pandemia, abbiamo fatto un po' il resoconto a livello ospedaliero dove siamo presenti su tutto quello che sono i pavimenti e le altre superfici, dove non abbiamo riscontrato nessun problema. Ciò vuol dire che i nostri prodotti, pur disinfettanti, non sono risultati invasivi su qualsiasi tipo di superficie. Chi invece, con tutto il rispetto, ha utilizzato prodotti certificati, ma sicuramente con metodi e concentrazioni diverse, ha avuto problemi e si sono trovati con pavimenti e superfici rovinate. Girando per ospedali, si notano tale problematiche, che per sistemarle costano soldi".

Lavorare ed entrare negli ospedale nel periodo della pandemia, com'è stato?
"Comunque noi non entravamo. E' stata fatta ancora maggiore attenzione. Nel periodo della pandemia noi raggiungevamo la struttura ospedaliera e scaricavamo i materiali all'esterno. Nel momento del lock-down abbiamo creato dei depositi esterni per non entrare mai in contatto con gli operatori ospedalieri. Abbiamo fatto in modo che il virus non entrasse o uscisse dalle strutture, monitorando le operazioni con i protocolli dei vari DPCM che hanno funzionato molto bene.”

Con questa pandemia c'è stato e c'è un uso comunque ancora importante di gel, ma di prodotti di questo tipo ce ne sono di diversi, secondo lei sono tutti ultra sicuri o potrebbero recare problemi a lungo andare a livello epidermico facendone un uso eccessivo?
"Innanzitutto c'è da dire che il gel per le mani è molto importante, anche prima se ne faceva uso seppur ridotto però con delle concentrazioni di alcool molto basse rispetto alle attuali. Ad esempio, se noi ci laviamo spesso le mani ed utilizziamo prodotti “aggressivi” oppure facciamo un utilizzo eccessivo di guanti, andiamo a danneggiare l’epidermide, per cui abbiamo anche il bisogno di ridare alla stessa morbidezza ed idratazione con delle creme apposite. Noi abbiamo sempre acquistato gel da aziende leader che lavorano nel settore della cosmetica, per cui sono prodotti con specifiche composizioni che allo stesso tempo rimuovono il virus ma non rovinano la pelle; anche in questo caso abbiamo dato un protocollo di utilizzo specifico, per cui un gel con tutte le caratteristiche adatte ed una crema apposita, da utilizzare prima e dopo, per restituire una pelle morbida, idratata ed igienizzata. Riguardo agli altri possiamo tutti notare che in giro si trovano una miriade di gel mani, spesso di medio/bassa qualità; ci auguriamo che facciano il lavoro di protezione dal virus, ma anche qui come per le mascherine, noi abbiamo scelto di puntare su un prodotto eccellente per tutelare i nostri clienti. E’ chiaro che questo costa qualcosa in più, però è fondamentale per la protezione delle nostre mani".

La sua ditta e gli altri consorziati, lavorando in questo settore devono molto alla ricerca ed allo sviluppo per essere sempre pronte e sul mercato in continua evoluzione. Quanto è importante per la sua ditta l’innovazione e l’attenzione all’ambiente?
"I nostri fornitori sono aziende che fanno innovazione e ricerca in continuazione per essere e farci essere competitivi e reattivi alle richieste del mercato. In questo momento stiamo presentando un progetto ecosostenibile presso la Confartigianato Imprese di Macerata-Fermo-Ascoli Piceno rivolto alle lavanderie (no self service), ma quelle gestite dai proprietari, che stanno attraversando un momento difficile; per cui c'è il bisogno di dare una svolta. Abbiamo proposto un sistema che va a recuperare dal 40 all’80% d’acqua di lavaggio di ogni lavatrice; riusciamo recuperare in grande percentuale lo scarico di quel lavaggio, lo preleviamo da delle vasche per poi riutilizzarlo per un secondo lavaggio non sprecando la risorsa più importante per la vita: l’acqua. L’acqua che non può essere recuperata l’andiamo ad immettere in fognatura totalmente depurata grazie ad un altro sistema per il trattamento delle acque reflue di scarico ad emissioni zero. Questo è un progetto che è stato preso con entusiasmo dalla Confartigianato, che lo sta presentando alla Regione Marche e per il quale si possono avere delle agevolazioni. In questo modo noi stiamo dando una mano all'ambiente, ma soprattutto andiamo ad agevolare le imprese. Per quanto riguarda il nostro obiettivo come azienda rivolto alla sostenibilità ambientale sono da anni presenti nella nostra linea prodotti a marchio Ecolabel, EPD e conformi ai CAM che fanno parte dei nostri sistemi di pulizia unite metodologie d’intervento innovative per il settore: pensi che siamo in grado, con il nostro sistema Clean & Care, di pulire una superficie di 700 mq con 3 litri d’acqua e pochi grammi di detergente. Un impegno concreto per la tutela del nostro ambiente.”


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2021 alle 22:18 sul giornale del 27 novembre 2021 - 730 letture

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