Il PD di Camerino traccia un bilancio e fissa nuove sfide: dalla ricostruzione alla ripresa sociale fino alla polemica sull'Unione Montana

4' di lettura 03/01/2022 - Dopo un difficile periodo conseguente al terremoto e alla crisi pandemica ci si è potuti finalmente ritrovare per congressi, saluti e discussioni non in via telematica su tanti temi che caratterizzano il nostro territorio e non solo. Sperando che il nuovo aumento dei contagi non ci faccia rivivere la solitudine delle scorse ondate e che la vaccinazione continui al meglio, è giunto il momento di un bilancio in vista del nuovo anno e delle future sfide locali.

Prima di Natale si è svolta, infatti, la riunione del nuovo direttivo del nostro circolo, conseguente al congresso che lo ha nominato, con importanti argomenti sul tavolo. Dopo la constatazione dell’aumento del numero degli iscritti, dovuta anche all’impegno dell’ex reggente Giorgio Verdolini ed un’analisi sul recente passato del PD, sono state rinnovate le congratulazioni al neo segretario provinciale Angelo Sciapichetti, il cui lavoro dovrà puntare su unità interna e nuove generazioni.

Tra gli argomenti di interesse primario per il circolo ci sono in fondi complementari al Pnrr nell’area sisma e quelli direttamente stanziati dal Piano che stanno arrivando grazie al Next Generetion EU dello stesso parlamento europeo. Fondamentale per i comuni del cratere è cercare di puntare non solo alla ricostruzione ma anche alla ripresa sociale per le comunità del territorio e fare rete tra enti, associazioni di categoria, comuni, Università e impresa privata, così da incoraggiare l’arrivo di investimenti, garantire posti di lavoro e possibilità di crescita delle famiglie. Una corretta progettazione delle schede per le varie aree d’intervento e l’aiuto del sempre presente commissario straordinario Giovanni Legnini possono garantire l’arrivo di decine di milioni di euro per digitalizzazione, recupero urbano, creazione nuove imprese, cultura e socialità.

Altra questione fondamentale appresa dal circolo gli ultimi giorni è però quella relativa al futuro dell’Unione montana Marca di Camerino, sulla quale concordiamo con ciò che ha espresso il consigliere regionale Romano Carancini. Alle ore 4 del mattino del 30 dicembre, in Consiglio regionale si è sentita l’urgenza di approvare una proposta di legge, la numero 91, mentre si stava discutendo di tutt’altro (bilancio) e con la quale di fatto sono stati penalizzati i cittadini di tre comuni, Valfornace, Montecavallo e Castelsantangelo sul Nera, per una non precisata colpa, a poche ore di distanza dall’ultimo consiglio dell’Unione dove è stato bocciato l’ingresso dei tre enti, segno che tutto era già pronto e concordato.

Le liste al governo in Regione hanno avanzato tale proposta con primo firmatario Renzo Marinelli (capogruppo Lega) e le firme di Jessica Marcozzi, Giacomo Rossi e Carlo Ciccioli, nella quale si specifica che i comuni che richiedono di entrare nell’Unione non possono essere ammessi per un periodo di 10 anni a decorrere dalla costituzione della stessa. Viene così modificata nei fatti la legge n. 35 del 2013 sulla cessazione delle vecchie Comunità montane all’avvio delle nuove Unioni che ha preso il via nel 2015 e che secondo la nuova norma questi comuni che non avevano aderito all’epoca non potranno farlo fino al primo gennaio 2025. Una cosa decisa a posteriori, architettata basandosi su faide tra amministratori locali e per cui l’amministrazione regionale aveva il compito di dare un indirizzo di pace.

I tre comuni avevano tutti fatto richiesta d’ingresso tra il 2018 ed il 2019 e per i regolamenti così com’erano, trascorso un periodo di 6 mesi senza diversa risposta, potevano entrare di diritto secondo il principio del silenzio assenso. Anche quest’ultimo è stato sostituito nella nuova legge con quello del silenzio diniego. Considerando che ora il comune di Valfornace avrebbe un diritto morale nel chiedere l’ingresso nella vicina Unione montana dei Monti Azzurri e quelli di Monte Cavallo e Castelsantangelo sul Nera potrebbero costituire una nuova Unione insieme a Visso e Bolognola, anch’essi rimasti fuori, sarebbe doveroso che chi in Regione ha permesso questo, preparando tutto nel giro di pochi giorni, fornisse quantomeno spiegazioni valide alle comunità coinvolte, a partire dai firmatari o chi per loro conto.

Il nostro circolo, che ne è competente, esprime comunque solidarietà ai cittadini di questi comuni coinvolti in attesa di ulteriori aggiornamenti sulla vicenda e sperando che l’Unione montana possa tornare ad ingrandirsi, fornire servizi comuni e aiutare la montagna in un momento di crisi senza precedenti. Con queste e tante altre questioni al tavolo il circolo vuole esprimere i più sentiti auguri di un nuovo anno a tutti i cittadini, a partire dalle persone che hanno sofferto di questa grave pandemia per ragioni economiche e lavorative, per la salute fisica e per quella che mentale, troppo spesso dimenticata e non considerata rilevante; insieme a loro a tutte le ragazze e i ragazzi che, colpiti maggiormente, possano rappresentare la rinascita dei nostri luoghi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-01-2022 alle 21:44 sul giornale del 04 gennaio 2022 - 321 letture

In questo articolo si parla di politica, camerino, comunicato stampa

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