L'atletica non dimentica Alessio Giovannini: un meeting in suo onore ad Ancona

4' di lettura 14/01/2022 - Sarà intitolato alla memoria del giornalista Alessio Giovannini, originario di Pieve Torina e scomparso tre anni fa all'età di 40 anni per una incurabile malattia, il meeting in programma domenica 16 gennaio, al Palaindoor di Ancona, per ricordarlo dove aveva iniziato a raccontare l’atletica. A tre anni esatti dalla scomparsa, il 16 gennaio, nasce il Memorial Alessio Giovannini con il meeting di domenica pomeriggio al Palaindoor di Ancona.

Alessio Giovannini è stato un punto di riferimento dell’Area Comunicazione FIDAL per un decennio, dopo aver cominciato da responsabile delle relazioni esterne nel Comitato regionale marchigiano. Semplice, sorridente, sempre disponibile, indimenticabile la carica umana che trasmetteva, in chi lo ha conosciuto e apprezzato per le doti professionali e per la sensibilità.

Il trofeo a lui intitolato andrà ai migliori risultati, maschile e femminile, nelle gare sui 60 metri, con la premiazione prevista intorno alle ore 17.15. "Alessio era prima di tutto un amico - dice, ricordandolo, il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci - un coetaneo e con il quale abbiamo stabilito un rapporto molto stretto e intenso a seguito degli eventi sismici, accomunati dall'amore per Pieve Torina. Posso dire che ricordo con grande piacere quel viaggio a Milano, in cui dovevamo andare al teatro alla Scala, per tentare di attenzionare ancora i donatori, su quelle che potessero essere le opportunità per il nostro territorio e parlammo veramente in maniera piacevole di tantissime cose. Ecco, in quel momento ebbi a scoprire l'inizio del percorso di malattia".

“È una bella iniziativa nata dalla famiglia, che ci ha voluto coinvolgere - dice il presidente della FIDAL Marche Simone Rocchetti - e che abbiamo accolto con la massima convinzione. Non poteva essere altrimenti. Per noi è molto importante il ricordo di Alessio, che ha dato un’impronta al comitato regionale con il suo lavoro e con le qualità che poi lo hanno portato ad affermarsi in campo nazionale. Ho avuto il piacere di collaborare con lui a stretto contatto quando ero consigliere regionale, di conoscerlo a fondo, di apprezzarne lo spessore umano. Poco dopo la scomparsa gli è stata intitolata la sala stampa del Palaindoor di Ancona e adesso avrà il suo nome anche una manifestazione di atletica, lo sport che amava”.

Tra i più vicini a lui nel mondo dell’atletica, Giuseppe Scorzoso, a capo del Comitato regionale marchigiano in due periodi (dal 1996 al 2004 e poi dal 2012 al 2020) intervallati dall’incarico di consigliere federale: “Alessio ha lasciato il segno nell’atletica delle Marche e poi in quella italiana. Fondamentale il suo ruolo nei primi anni di attività del Palaindoor, che anche grazie al suo impegno è diventato un impianto cardine per tutto il movimento. È stato determinante per l’organizzazione di eventi, come gli Europei master del 2009. La forte energia positiva, l’entusiasmo inesauribile, le indiscusse capacità lo hanno quindi condotto verso l’attività nazionale. E anche lì ha saputo meritarsi il rispetto e la stima di tutti, distinguendosi per la professionalità e la correttezza. Il suo esempio ci sarà sempre, con noi”.

“Al netto di ogni altra considerazione, parlare di Alessio - ricorda Marco Sicari, direttore della comunicazione FIDAL - vuol dire ricordare un giovane uomo che inseguiva, senza risparmio, e con entusiasmo coinvolgente, tutti i suoi sogni. Il lavoro nell’atletica leggera era una delle cose che più amava, che aveva saputo conquistarsi con il talento, lo studio e l’applicazione. La naturale empatia lo faceva subito apprezzare da tutti. Non c’erano orari, non c’era fatica, perché alla fine quel lavoro era solo uno di quei sogni divenuti realtà, come ebbe a confidarmi, emozionato, a Berlino, nel 2009, in occasione del primo Mondiale vissuto insieme. Manca a tanti di noi. Mancano le discussioni, il confronto su ogni argomento, il desiderio di percorrere nuove strade, esplorare, capire. Ci resta l’esempio, di uomo appassionato e saldo nelle proprie convinzioni, nei propri valori. Ma in chi l’ha conosciuto, resta anche un continuo, costante, senso di vuoto, fedele e sgradito compagno di viaggio. Un vuoto destinato a non essere mai colmato”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it





Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2022 alle 13:07 sul giornale del 15 gennaio 2022 - 386 letture

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