L'Istituto Antinori riflette sulla Shoah: interventi di spessore per il Giorno della Memoria

6' di lettura 29/01/2022 - 27 gennaio, Giorno della Memoria. Diviene sempre più importante celebrare e conoscere il Giorno della Memoria, che ricorda l’orrore della Shoah, ovvero lo sterminio sistematico degli Ebrei e di altre minoranze, man mano che i testimoni diretti, scampati ai campi di sterminio o alle persecuzioni naziste, scompaiono giorno dopo giorno per l’ormai lungo tempo passato da quegli eventi tristissimi e disperanti.

Non dimenticare è uno degli imperativi posti dalla ricorrenza del 27 gennaio e un altro imperativo, non meno importante, è trasmettere ai giovani la memoria, la consapevolezza, la conoscenza, il ricordo di quanto accaduto. La barbarie, sempre presente nell’umanità, anche ai giorni nostri (continue guerre regionali, fame, stragi, vessazioni delle attuali minoranze), si può arginare solo con la conoscenza di dove la barbarie può portare, se si scivola, collettivamente, nell’indifferenza e nella rassegnazione. Per questo il Giorno della Memoria deve essere principalmente diretto ai giovani.

E in tal senso, l’Istituto Tecnico “Antinori” di Camerino (e la sua sede distaccata Matelica), il 27 gennaio ha celebrato il Giorno della Memoria coinvolgendo tutti gli studenti dell’Istituto in una diretta streaming da Camerino cui hanno assistito tutte le classi e che quindi ha raggiunto quante più giovani coscienze possibili. La struggente colonna sonora di Schindler’s list fa da sfondo alla lettura degli articoli delle leggi istitutive del Giorno della Memoria a oltre 60 anni dai tragici eventi della Shoah a dimostrazione di quanto sia difficile per l’umanità fare i conti con sé stessa. con la propria sporca, sporchissima coscienza.

Il Preside, prof. Francesco Rosati, apre la manifestazione ricordando i tratti essenziali della persecuzione che si ingenerò nei confronti degli Ebrei e di altre minoranze, come ad es. gli Zingari, anche per l’indifferenza delle classi sociali di allora, mentre la vita pone l’esigenza e la necessità di scelte chiare e consapevoli che si possono fare con la conoscenza di fatti e situazioni su più livelli, da quello storico, a quello culturale, a quello artistico. Quindi invita gli studenti a porsi in maniera critica e documentata di fronte a fatti ed eventi, sia storici che attuali in maniera, un domani, di fare scelte coscienziose e meditate.

Il prof. Stefano Baioni, sottolinea poi come il nazismo con la sua brutalità riuscì a distruggere ed annullare le coscienze, sia dei perseguitati condotti alla distruzione che dei loro aguzzini ed esecutori e di quanto sia profonda la riflessione che il Giorno della Memoria consegna ad ognuno di noi. Nando Cingolani, Presidente della Sezione di Matelica dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra (ANMIG), la cui missione è oggi quella di trasmettere la memoria dei Mutilati e Invalidi di Guerra alle giovani generazioni, interviene con una dettagliata relazione sulle “Origini della Shoah”. La parola shoah nella lingua ebraica significa, disastro, desolazione, distruzione improvvisa, per descrivere in una parola lo spaventoso destino del popolo ebraico che venne in gran parte sterminato dalla folle decisione dei nazisti di procedere con la “soluzione finale”, a partire dal gennaio 1942. La persecuzione sistematica degli Ebrei in Germania era iniziata nel 1933 con l’avvento di Hitler (boicottaggio degli Ebrei, spoliazioni dei loro beni), continuando con un crescendo impressionante, nel 1935 (leggi di Norimberga che privavano gli Ebrei tedeschi di ogni diritto), nel 1938 (la cosiddetta notte dei cristalli del 9 novembre con la distruzione di sinagoghe e negozi ebrei), nel 1939 con il confinamento degli Ebrei nei nuovi terribili ghetti e con le stragi in Polonia a guerra iniziata, nel 1941 con le stragi di Ebrei nei territori dell’est via via occupati con l’aggressione all’Unione Sovietica, fino alla “soluzione finale” messa in atto nel 1942 con l’apertura dei campi di sterminio (Auschwitz, Chelmno, Sobibor. Treblinka...).

Ma la crudeltà del regime nazista non basta a spiegare del tutto il perché della furia che investì gli Ebrei. Ed ecco allora che la relazione sulle origini della shoah fa un’analisi delle cause remote, es. l’antigiudaismo della chiesa, la ghettizzazione degli Ebrei e delle cause recenti, alcune delle quali come razzismo, antisemitismo, eugenetica nazista, che singolarmente non erano così devastanti, ma che in uno Stato totalitario come quello nazista si combinarono in un risultato micidiale come la Shoah, con lo sterminio sistematico degli Ebrei, interrotto solo, per fortuna, dalla rovinosa caduta del regime hitleriano ad opera degli eserciti alleati.

La prof.ssa Lina Menichelli, nel suo intervento, descrive in maniera dettagliata il triste ruolo che anche l’Italia di allora ebbe nella persecuzione degli Ebrei italiani e di tanti altri oppositori dei nazifascisti, con le leggi razziali del 1938 e con l’allestimento di oltre 400 campi di concentramento, situati per lo più in zone con bassa densità di popolazione ed isolate come ad es. Marche, Abruzzo e Molise. Questi campi erano ubicati in fatiscenti ex-capannoni industriali o in ville padronali requisite, ma spoglie di tutto. Gli interanti erano soggetti ad ogni tipo di vessazioni. Da qui, molti sfortunati Ebrei erano convogliati a Fossoli in Emilia Romagna, da dove partivano i treni per i campi di sterminio. Il più tristemente famoso campo italiano è la Risiera di San Sabba a Trieste, un vecchio stabilimento per la lavorazione del riso trasformato nell’unico campo di sterminio italiano con camera a gas e forno crematorio. Con questa ampia relazione sui campi di concentramento italiani gli studenti hanno così potuto constatare che eventi di sterminio che potrebbero apparire lontani e remoti (Germania, Polonia, Russia), hanno le loro radici anche nel quotidiano dei loro nonni e bisnonni, nelle nostre terre, negli stessi paesi dove oggi magari si va a divertirsi o in vacanza.

Sono stati poi presentati due audiovisivi realizzati dagli studenti nei quali la musica e le immagini rendevano con efficacia le drammatiche esistenze spezzate nei campi di sterminio. Sono seguiti degli interventi mirati e molto riflessivi messi a punto da altri studenti dei due plessi scolastici di Camerino e Matelica dell’ITCG “Antinori”, tratti dalla testimonianza di Liliana Segre, senatrice a vita, deportata da bambina ad Auschwitz, dalle opere sulla Shoah di Primo Levi, altro testimone dei campi di sterminio e da documenti storici che hanno completato una proficua mattinata di riflessione e di approfondimento della conoscenza di ciò che di terribile avvenne con lo sterminio di milioni e milioni di innocenti che ci consegnano un’eredità morale e un impegno civile, affinché il loro sacrificio non sia dimenticato e sia di monito perenne per il futuro.


   

da Anmig Matelica







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2022 alle 10:56 sul giornale del 31 gennaio 2022 - 322 letture

In questo articolo si parla di cultura, matelica, camerino, comunicato stampa

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