L'accademia dei vincisgrassi di Castelraimondo festeggia il riconoscimento europeo: una conviviale per premiare Unicam e chef Iginia Carducci

3' di lettura 12/05/2022 - Era nato tutto per gioco, poi si è arrivati al riconoscimento europeo gastronomico.

Questa in sintesi la breve storia recente dei vincisgrassi, il piatto probabilmente più apprezzato fra quelli di una volta nelle Marche, ma ancora di più nel maceratese e restringendo di più il campo nell'entroterra della provincia di Macerata. Il percorso è il frutto di una crescente e più qualificata attività dell'Associazione dei Vincisgrassi di Castelraimondo, che, grazie alla chef Iginia Carducci e la Scuola di Scienze Gastronomiche di Unicam, ha recentemente ha portato al riconoscimento europeo dei vincisgrassi alla maceratese, ottenuto attraverso la registrazione nella Gazzetta Ufficiale Europea lo scorso 31 marzo 2022 con la denominazione S.T.G .(Specialità Tradizionale Garantita).

Secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio qualità, questo piatto tipico è la quarta specialità delle S.T.G. italiane dopo la mozzarella di bufala, la piazza napoletana e l'amatriciana. L'Accademia dei Vincisgrassi di Castelraimondo, presieduta dal dott. Giordano Velegnoni e unica in Italia, ha organizzato per sabato prossimo, presso il ristorante "Osteria dei fiori" a Macerata, una conviviale a base di questo piatto, per rendere omaggio alla chef Iginia Carducci e all'Università di Camerino, che insieme sono stati determinanti per l’ottenimento del prestigioso riconoscimento europeo.

Presidente, com'è nata l'idea di creare l'Accademia dei Vincisgrassi ?
"E' stata un'idea dell'avv.to Mario Cavallaro - dice Velegnoni (nella foto sotto) - ci siamo incontrati, abbiamo trascorso una serata insieme in un ristorante della zona ed abbiamo pensato di fondare questa Accademia dei Vincisgrassi. Considerato che non esisteva un'associazione simile, Mario ha voluto crearla, anche per dare lustro, visibilità e importanza a questo piatto tradizionale che rappresenta la nostra tradizione e cultura. Per quanto riguarda le zone dove è maggiormente preparato mi riferisco principalmente a maceratese e fermano".

Che tipo di attività svolge l'Accademia oltre a quella di far apprezzare e promuovere i vincisgrassi?
"Per dirla tutta, siamo nati come attività prettamente goliardica, non per svolgere attività scientifiche o di ricerca o culturali come può essere l'Accademia della cucina. E' stato così per molto tempo. E' anche vero, però, che ultimamente volevamo elevarci, poi è scoppiata la pandemia e negli ultimi 2 anni siamo stati in assoluto silenzio. Prima, però, abbiamo organizzato alcuni eventi durante l'anno, organizzavamo un paio di cene classiche a base di vincisgrassi, poi anche una cena lungo il corso di Castelraimondo (tra i due bar per intenderci), ma questa era a base di pesce dell'Adriatico e l'abbiamo fatta per circa 7 anni. Inoltre, ogni anno organizzavamo una gita nei luoghi più conosciuti nelle Marche ed anche fuori regione come ad esempio a Matera, Castel del Monte, Trani, Arezzo-Cortona. Il tutto viene organizzato e deciso da un direttivo e sarà così anche per il futuro".

Sappiamo che le ricette dei vincisgrassi sono varie e personalizzate da chi li prepara, ma il riconoscimento europea a quale di esse è stato assegnato?
"Da quanto comunicatoci, è stato riferito alla ricetta della chef Iginia Carducci di Macerata, che ha presentato il piatto dei vincisgrassi secondo la ricetta del Tirabasso, perché in realtà (oltre alle varietà di interpretazioni) ne esistono due, quella appunto del Tirabasso che è più maceratese e una che è quella del Nebbia, che è più vicina a come vengono preparati nelle zone interne, alla nostra realtà dell'alto maceratese: la differenza più evidente sta nell'utilizzo della besciamella (si o no) e stessa cosa per i rigagli di pollo".

Questo riconoscimento cosa significa per l'Accademia e la tradizione gastronomica maceratese?
"Per noi e la nostra realtà territoriale è un fiore all'occhiello e se viene ben sfruttato può fare da volano per l'economia legata al turismo gastronomico, come ad esempio i tortellini in Emilia Romagna."


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2022 alle 18:14 sul giornale del 13 maggio 2022 - 523 letture

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