Pievebovigliana sul tetto delle Marche di Terza Categoria: arriva la coppa regionale e la promozione in Seconda

5' di lettura 19/05/2022 - Possiamo considerarlo un “triplete” il bilancio stagionale dell’ASD Pievebovigliana Calcio guidata da mister Fabio Fiorentini, che dopo aver conquistato la Coppa Italia Provinciale di Terza Categoria (contro la Fabiani Matelica) si è aggiudicato (sempre ai rigori) anche quella Regionale che gli è valsa la promozione in Seconda Categoria per il prossimo anno.

In campionato il Pievebovigliana 2012 ha chiuso al secondo posto (dietro la Promos Montefano) ed avrebbe dovuto affrontare i play-off promozione per il salto di categoria che in passato ha mancato due volte proprio in finale, prima con l’ACSI Recanati e poi con la Palombese, ma stavolta il successo nella Coppa Regionale gli permette di salire direttamente, lasciando spazio alla sesta classificata (Lorese).

Una gioia immensa per la società del presidente Mario Casavecchia che sta pensando a grandi festeggiamenti per aver centrato ben 2 trofei importanti e i primi della storia, oltre all’obiettivo più ricercato negli ultimi anni come quello di raggiungere la Seconda Categoria. Nella finalissima contro i pesaresi del Monte Porzio, disputatasi al campo federale “G. Paolinelli” di Ancona, è finita 3-0 dopo i calci di rigore (0-0 regolamentari e supplementari). Con due rigori parati dal super-portiere Luca Costantini ed uno tirato fuori dagli ospiti, mentre tutti in gol i primi tre rigoristi biancoverdi Lutri, Federico Fede e Impecora, si è conclusa la lotteria che ha premiato ancora la squadra dell’alto maceratese. A consegnare la coppa il consigliere federale camerte Giorgio Bottacchiari. “E’ stata una partita molto difficile – dice mister Fiorentini – con un primo tempo un po’ più equilibrato, senza grandi occasioni da ambo le parti. Nel secondo abbiamo fatto qualche cambiamento, poi abbiamo avuto il predominio territoriale. Alla fine del secondo tempo loro sono rimasti in 10 per l’espulsione del portiere per un fallo fuori area. I supplementari sono stato difficili, ma abbiamo sempre attaccato, nonostante questo loro hanno avuto un’occasione grande dove il nostro portiere è stato molto bravo. Poi la lotteria dei rigori è andata bene a noi”.

La sua squadra comunque ai rigori è infallibile, visto che è la seconda finale di fila che vince in questo modo. Qual è il segreto?
“Diciamo che il nostro portiere si è dimostrato veramente bravo sui calci di rigore. Calcoliamo che i primi due rigori li ha parati entrambi, poi il terzo loro lo hanno calciato fuori, mentre noi siamo andati sempre a segno. Non mi era mai capitata una serie così”.

Cosa ha significato questa vittoria con promozione per lei, la squadra e la società?
“Diciamo che la società, soprattutto il presidente ci teneva moltissimo. E’ un percorso che stiamo affrontando da quando sono arrivato, cercando di creare un ottimo gruppo e io credo molto in questo concetto. Quindi siamo riusciti a crearlo. Ogni anno abbiamo cercato di aggiungere qualche cosa là dove poteva servire e quest’anno alla fine siamo stati premiati”.

Con lei alla guida è stata sempre una Pieve da vertice e adesso col trofeo è arrivata anche la sospirata promozione, oltre ad un prestigioso trofeo.
“Non dobbiamo nasconderci perché era un obiettivo che ci eravamo un po’ prefissati, se arrivava (come si dice sempre, nel senso, non era un’ambizione obbligata), il presidente ha inserito molti giovani e credendo molto in loro, che avevano intorno gente esperta. Così abbiamo creato un gruppo competitivo e che va molto bene”.

Cosa era mancato per fare questo salto di qualità, che è finalmente arrivato, dopo tanti secondi posti?
“Diciamo che a differenza degli anni passati, quest’anno è stato fondamentale il connubio tra i giovani e i più esperti, come dicevo prima, con quest’ultimi che hanno insegnato ai giovani tante di quelle cose che in campo si sono sentiti più tranquilli con giocatori di un certo calibro vicino”.

Proprio in questo contesto, quanto è stato importante il ritorno di Marco Paniccià?
“Paniccià era con noi anche l’anno in cui hanno stoppato il campionato per il Covid19, poi lui, per motivi suoi personali all’inizio non poteva venire, poi appena è riuscito a chiarire un po’ di cose è arrivato, noi lo abbiamo accolto a braccia aperte perché faceva già parte del gruppo. Paniccià è una persona che, soprattutto in queste categorie, fa ancora la differenza. Io l’ho utilizzato spesso in difesa anziché in attacco ed ha dato la stabilità al reparto arretrato e se andiamo a vedere abbiamo la miglior difesa del campionato”.

Come ha pensato appunto di sfruttarlo anche in difesa, un ruolo che non è il suo?
“Marco è una persona di una intelligenza a livello calcistico unica. Nel senso che secondo me potrebbe fare tutti i ruoli, tranne il centrocampista perché si corre un po’ troppo in quel ruolo, però lo puoi mettere davanti che è il suo ruolo naturale, anche dietro per l’esperienza e la praticità, ma soprattutto il carisma che ci mancava proprio in quel reparto, dove eravamo troppo giovani e inesperti e ci è mancata sempre quella persona che si faceva sentire e che magari teneva tutti quanti in riga. Allora ho parlato anche con lui ed insieme abbiamo deciso di provarci e la cosa ha funzionato”.

Ora cosa serve a questa Pieve per fare bene anche in Seconda Categoria il prossimo anno?
“Innanzitutto, le prime parole col presidente sono state quelle di riconfermare tutto il gruppo, perché è eccezionale. Sicuramente, facendo il salto di categoria bisogna un attimo trovare qualche elemento (2 o 3) che vada ad arricchire la rosa”.

Un’annata da incorniciare e che possiamo definire “un triplete” con due coppe e una promozione?
“Quest’anno abbiamo raggiunto l’obiettivo che volevamo, possiamo chiamarlo anche triplete, ma più di così non siamo riusciti a fare”.

Come festeggerete?
“Facendo una gran festa organizzata dal presidente e dal sindaco, probabilmente sabato 28 maggio, che si terrà a Pievebovigliana”.








Questo è un articolo pubblicato il 19-05-2022 alle 19:43 sul giornale del 20 maggio 2022 - 846 letture

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