Dalla Spagna alla Corsa alla Spada attraverso Unicam: "Che bello vincere con Di Mezzo"

6' di lettura 27/05/2022 - Nella squadra vincitrice del Palio di Santa Camilla, la staffetta rosa vinta dalle ragazze nero-verdi del terziere Di Mezzo, c'è da registrare la presenza della spagnola Ana Flores Charlez, 22anni di Saragozza, e tra le migliori Under 23 della federazione spagnola.

Arrivata in settembre all'Università di Camerino tramite il progetto Erasmus, per studiare biotecnologia, non è passata inosservata in pista al Livio Luzi, dove tramite altre studentesse è finita poi nella squadra del terziere nero-verde. Anche nelle staffettiste è permesso schierare atlete che frequentano università o scuole superiori, non più di 4, mentre le altre 6 componenti devono risiedere dentro il territorio del Ducato.

Oltre alla spagnola Ana Flores Charlez, nella squadra del terziere Di Mezzo, c'è anche un'altra straniera, sempre universitaria, quale la tedesca Maja Morel (da 4 mesi in Italia): quest'ultime erano le uniche due straniere in gara. Per le sue caratteristiche, con cui corre anche le staffette (4 x100 e 4 x400), l'esplosiva e veloce atleta aragonese, si è trovata subito a suo agio con la staffetta rosa ed è stata schierata come sesta frazionista, contribuendo ad ampliare lo strappo tra le rivali degli altri terzieri, in una corsa anch'essa molto dura, che ha visto anche il grave infortunio riportato dalla neo dottoranda in chimica farmaceutica Veronica Lunerti (Sossanta), che ha riportato un doppio strappo, dovendo ricorrere all'aiuto dei sanitari.

Per la velocista spagnola, che ha fatto registrare il miglior tempo di frazione, è stata un'esperienza unica e indimenticabile che non scorderà mai.

Cosa studia e com'è arrivata all'università di Camerino?
"Studio biotecnologia all'università della mia città Saragozza, dove frequento l'ultimo anno e conoscendo molta gente che aveva viaggiato tramite il progetto Erasmus - dice Ana Flores - tutti mi dicevano che avevo l'opportunità di fare esperienza all'estero se volevo: allora ho provato e mi sono decisa all'ultimo momento. Mi presentarono Camerino come opportunità, allora cercai informazioni sulla città. Quando ho visto che c'erano gli impianti sportivi con la pista di atletica leggera vicino all'università ho scelto Camerino".

Da quanto tempo studia a Camerino e come si trova in ateneo e in città?
"Mi trovo molto bene e mi piace Camerino perché per studiare per l'Erasmus è ottimo, perché è piccola e tranquilla, tutto è molto vicino all'università ed anche la pista di atletica è facile da raggiungere. Anche la gente è fantastica ed ho conosciuto molte persone".

Quando e come è nata la sua passione per l'atletica?
"Mi piaceva correre già dal periodo della scuola, quando facevamo educazione fisica e nella pausa scolastica. Mia sorella Maria, di due anni più grande di me, tramite un'amica iniziò a praticare atletica leggera, poi mi sono innamorata anche io della corsa".

Chi ha scoperto per primo le sue caratteristiche da velocista?
"Non lo so di preciso. A me piaceva molto correre e andare veloce, come faccio adesso. All'inizio ho provato diverse discipline, a saltare, a lanciare, però quello che mi piaceva e volevo più di tutto era correre veloce, il più possibile. Poi arrivò un nuovo allenatore che formò un gruppo di ragazze per la velocità dove stava mia sorella e anch'io volevo farne parte. Ho iniziato con le distanze più corte, dai 60, poi 100 metri, 200 mt, poi, dopo un periodo di lezioni l'allenatore ha visto che avevo una corsa esplosiva, allora ho provato i 400 mt e mi sono trovata subito bene. Allora mi sono detta che era quella la mia distanza preferita e lo è ancora oggi".

Questa è la distanza dove è tra le migliori interpreti anche adesso in Spagna nella classe Under 23. Com'è arrivata a certi risultati?
"Quando mi sono concentrata su questa distanza, l'obiettivo era quello di migliorare sempre e di arrivare sotto il minuto, poi di migliorare di qualche secondo alla volta fino ad arrivare a 58", tempo che non avrei mai immaginato e sperato, non pensavo che potevo riuscirci, però con l'allenamento costante ho ottenuto questo risultato, per me eccezionale".

Passiamo alla Corsa alla Spada, com'è arrivata a far parte della staffetta delle ragazze per Di Mezzo?
"Quando sono arrivata a Camerino sono andata al Cus per cercare di allenarmi ed è lì che ho conosciuto altre ragazze che facevano atletica come Maria Faganello, Michela Laen e altre. Diverse persone mi hanno detto perché non corri per questa gara della staffetta e io ho detto subito di sì, però non sapevo che era un evento così grande e importante. Per me è stato molto emozionante. Sono stata molto bene, mi è piaciuta moltissimo e credo che è un'esperienza che non si può provare in un altro posto perché è proprio una cosa particolare e di Camerino. Sono molto contenta di aver partecipato".

Ci sono in Spagna manifestazioni simili che lei sa, magari nella zona di Saragozza o in altri posti?
"Che io sappia no. A Saragozza no di certo. Non come questa dove tutta la gente si veste con abiti medievali, con tamburi, trombe e tutti quanti lo vivono in modo partecipato".

Prima del terremoto la gara e altri eventi, come la sfilata di notte si tenevano dentro la città ed era ancora più emozionante, lo sapeva?
"Me lo hanno detto che prima del terremoto era diverso, però penso anche che così è molto bello, pure se non si svolge nel centro e negli stessi posti".

Cosa le è piaciuto più di tutto della festa?
"Correre con la squadra mi è piaciuto molto, conoscere le altre ragazze della squadra è stata una bella esperienza e non ho sentito il fatto di essere una straniera, di arrivare dalla Spagna, era come se fosse la mia squadra di allenamento e sono stata molto bene con tutte loro. Correre poi è stato molto bello ed emozionante".

Come avete festeggiato la vittoria del Palio?
"Tanti festeggiamenti, è stato tutto molto coinvolgente e bello, per me un'esperienza particolare, molto emozionante, abbiamo festeggiato alla grande, felici, nelle taverne con le amiche".

Una volta finita l'Università quali progetti ha per il futuro?
"L'atletica non sarà la mia professione, però mi piacerebbe praticarla più possibile, anche a livelli minori. Per me l'atletica e correre è solo una cosa che mi piace, mi fa felice e continuerò a fare atletica quando e come posso".








Questo è un articolo pubblicato il 27-05-2022 alle 14:06 sul giornale del 28 maggio 2022 - 451 letture

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