Rincari gas e bollette, il prezzo della crisi sull'economia italiana

4' di lettura 20/06/2022 - Nere le previsioni per il futuro pubblicate della Fondazione Eni Enrico Mattei (Feem), che parlano di un possibile razionamento di gas ed energia dovuti alla situazione geopolitica europea. Infatti, nel caso in cui la Russia decidesse di tagliare completamente le forniture di gas naturale dirette verso la nostra penisola, sarebbe difficile per l’Italia alimentare l’intera nazione.

Prezzi del carbone alle stelle

Per gli amanti del trading di materie prime e per chi si stesse avvicinando al mercato azionistico da principiante, un lato positivo c’è: il prezzo del carbone è salito rapidamente e ha portato ottimi profitti agli investitori che hanno saputo cogliere al balzo l’occasione prevedendo il ritorno alla ribalta di questa risorsa sempre sulla bocca di tutti.

Purtroppo il ritrovato amore per il carbone potrebbe avere effetti devastanti sul clima mondiale, dato che questo combustibile fossile è il più inquinante e genera emissioni di gran lunga superiori a quelle del gas naturale. Questo metterà in serio pericolo il raggiungimento degli obiettivi di contenimento dell'aumento di temperatura prestabiliti per combattere i cambiamenti climatici.

I calcoli dell’algoritmo di Feem

Feem dispone da qualche anno di un algoritmo avanzato creato per simulare le condizioni del mercato elettrico in Italia. Questo software viene sfruttato per preparare un piano d’azione e prevenire effetti catastrofici; i modelli generati da Feem mostrano di quanto sia possibile ridurre la quantità di gas sfruttato per fini energetici e quali conseguenze aspettarsi dallo spostamento verso un maggiore utilizzo di carbone o energie rinnovabili, sia in termini di consumi, che per quanto riguarda costi di installazione, gestione, sicurezza nel tempo e inquinamento. A oggi, il gas proveniente dalla Russia serve a soddisfare oltre il 40% del fabbisogno nazionale italiano.

Le misure proposte e gli effetti sui prezzi

Durante le ultime settimane, si sono tenuti numerosi incontri tra Feem e Governo italiano per correre ai ripari e trovare soluzioni alternative. Al momento molte delle proposte presentate, purché molto interessanti, sembrano non essere rapidamente attuabili. La prima idea avanzata è investire in rigassificatori, impianti industriali che consentono di trasformare in gas il prodotto trasportato sotto forma di liquido dalle navi cisterna; la costruzione di questi stabilimenti richiede tempo, ma potrebbe essere uno degli investimenti migliori per l’Italia poiché andrebbe anche a creare numerosi posti di lavoro.

La soluzione più veloce è quella di aumentare l’approvvigionamento di gas naturale da altri Paesi: Feem propone di acquistare 3 miliardi di metri cubi aggiuntivi dall’Algeria, 1 miliardo dall’Azerbaijan, spingere per aumentare la produzione interna e infine sfruttare 7 miliardi di metri cubi in più di gas liquefatto (LNG). Nonostante queste modifiche alle forniture, l’Italia finirebbe comunque per avere un deficit superiore ai 10 miliardi di metri cubi di gas annui.

I consumi di gas naturale continuano a crescere anche grazie all'ottima ripresa economica fatta registrare nel nostro Paese e dall’aumento del PIL. Nei dati riportati da Feem si nota come l’allineamento di tutti questi fattori andrà quasi certamente a far raddoppiare nuovamente il prezzo del gas e, di conseguenza, quello dell’energia elettrica che potrà toccare i 400 Euro al MWh nell’inverno 2022-23.

Il rincaro andrà a pesare duramente sul portafoglio delle famiglie italiane ma potrebbe tramutarsi in un’opportunità per chi volesse investire in aziende produttrici di energia o attività minerarie legate all’estrazione di gas o carbone e alla loro lavorazione.

Problemi a livello industriale

Le prospettive non sono rosee nemmeno per il settore industriale.

Infatti, un forte aumento del prezzo di gas ed energia potrebbe mettere in difficoltà, o addirittura in ginocchio, molteplici comparti produttivi. D’altro canto, la chiusura di alcune fabbriche darebbe vita a un surplus di energia disponibile che potrebbe essere sfruttata rapidamente eliminando il bisogno di razionamenti civili.

Sempre più evidente la necessità di prepararsi a distacchi programmati volti a ridurre l’utilizzo di gas ed energia nei periodi di picco puntando soprattutto, almeno a livello governativo, sul lavoro da casa e sulla chiusura di servizi non di prima necessità.

Feem aggiunge che, a livello di cooperazione europea, il suggerimento è quello di sospendere l’Emission Trading System, sistema inefficace in situazioni di crisi.

La crisi energetica, dunque, si presenta come un problema difficile da affrontare che complicherà di certo la situazione delle famiglie e delle industrie Italiane e non solo ma che potrebbe generare profitti interessanti per chi investe in materie prime e nel settore dell'energia.






Questo è un articolo pubblicato il 20-06-2022 alle 12:01 sul giornale del 20 giugno 2022 - 93 letture

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