Medicina e sport, Broglia: "Infortuni muscolari più frequenti e tempi di recupero più lunghi"

5' di lettura 21/06/2022 - Sono stati talmente tanti gli spunti del recente convegno di Unicam sull'Ortopedia (leggi), che hanno toccato anche in maniera specifica il mondo dello sport in generale.

In particolare sono stati affrontati gli aspetti neurologici legati agli infortuni, con questi ultimi dovuti al cambiamento delle modalità di allenamento rispetto agli anni passati, quindi le modalità di intervento dal punto di vista chirurgico e soprattutto le terapie di recupero degli arti. Malgrado lo sviluppo e l'intervento con nuove tecnologie e strumentazioni, i tempi di recupero per gli infortuni muscolari si sono allungati, soprattutto per evitare ricadute che sono spesso frequenti.

Molti i casi che si registrano nel calcio a tutti i livelli ed anche a tutte le età. Questi sono stati i temi che approfondiamo con il prof. Gian Luca Broglia di Unicam e che si occupa oltre che nella riabilitazione anche della preparazione degli sportivi in generale. Presenti anche molti addetti ai lavori del settore medico-sportivo, come ortopedici, preparatori, massaggiatori e fisioterapisti, sia a livello professionistico che dilettantistico.

Com'è cambiato il modo di allenarsi nel corso degli anni, soprattutto fra i calciatori visto che il calcio è diventato sempre più muscolare e meno tecnico ultimamente?
"Più che cambiare le metodiche di allenamento, che sicuramente sono comunque cambiate - precisa Broglia - direi che è cambiata la mentalità, soprattutto del calciatore, che prima non aveva questa dedizione all'allenamento (ormai sono tanti anni che alleno i calciatori, per cui vedo che è lo stesso calciatore che si interessa di più alla preparazione atletica ed ha più dedizione in queste tecniche). Per quanto riguarda il lavoro di potenziamento muscolare, in passato questo era molto sottovalutato, perché non si credeva che poteva essere così importante e determinante anche sulla durata dello sforzo, quindi quello che riguarda la forza resistente o la forza massima. Da questo punto di vista si sono sicuramente affinate anche le tecniche ed abbiamo anche delle apparecchiature e dei test che ci permettono di valutare con più precisione questo tipo di caratteristiche che sono fondamentali nel calcio e in tutti gli sport".

Oggi ci sono più infortuni a livello muscolare, soprattutto nel calcio, rispetto agli anni passati, dove c'era meno o una diversa attenzione alla preparazione fisica, mentre prima c'erano più lesioni traumatiche dovute allo scontro fisico. Adesso si assiste a tanti infortuni muscolari anche sui giovani. Perché accade questo?
"Per quanto riguarda gli infortuni muscolari, sicuramente, ma anche degli infortuni da contatto che sono meno frequenti (nel calcio parliamo dell'80% dei primi contro il 20% degli altri). Nel calcio pur pensando che è uno sport di contatto, avviene il contrario, l'80% degli infortuni sono per cause "indirette". Per quanto concerne l'infortunio muscolare è dovuto dall'esasperazione della velocità del gioco".

Quali sono gli infortuni più tipici nel calcio a livello muscolare?
"I più tipici sono gli infortuni muscolari ai flessori, cioè la parte posteriore della coscia, quella parte che va dall'anca alla ginocchio, tipo bicipite femorale e altri. Questo perché molto spesso, con sport come il calcio, il basket e altri sport, c'è una grossa differenza tra flessori ed estensori (tra parte anteriore e posteriore della coscia), che sono dovuti principalmente alle frenate ed ai frequenti e improvvisi cambi di direzione e dei salti che vengono effettuati".

Quali sono invece i tempi di recupero di questi infortuni, viste le esigenze degli atleti e delle società per cui giocano e partecipano ai frequenti impegni che hanno?
"Purtroppo, speso e volentieri, dobbiamo schierare giocatori che probabilmente avremmo potuto tenere sicuramente a riposo, invece, soprattutto ad altissimi livelli bisogna farli giocare per problemi di sponsor e risultati, per cui questo è un problema. Le tecniche si sono anche queste affinate, ma sugli infortuni muscolari i tempi di recupero devono essere rispettati, per cui più di tanto non si può migliorare. Sugli infortuni articolari, come ad esempio lesioni al crociato anteriore, che è uno dei più frequenti anche fra i giovanissimi di 14 anni, parliamo di un infortunio importante e anche molto limitante dal punto di vista della pratica sportiva, in quanto, come sappiamo, per quanto le tecniche siano migliorate non si riesce a tornare al 100% e qualche problemino (chi più chi meno) questo tipo di infortunio lo lascia sempre. Soprattutto deve essere tenuto in considerazione e sempre allenato soprattutto dal punto di vista propriocettivo. Le tecniche che in passato si usavano, si facevano anche delle gare a chi faceva rientrare più velocemente l'infortunato da questo tipo di infortunio, le abbiamo un po' accantonate e ultimamente i tempi si sono allungati, perché abbiamo capito che non è così giusto farlo rientrare in fretta, perché le recidive accadono molto frequentemente (vedi i casi di Zaniolo, di Chiesa, etc..). Ora i tempi si sono allungati, si fanno dei tipi di recupero molto più mirati, soprattutto dal punto di vista propriocettivo (collegamento cervello-muscolo), che evita che le articolazioni soffrano di cambi di direzioni veloci, salti ed altro. Perciò siamo arrivati a 6 mesi, ma anche a 8 mesi. Prendiamo l'esempio del caso di Federico Chiesa: sono passati oltre 5 mesi e ancora non lo si vede allenare con la squadra".








Questo è un articolo pubblicato il 21-06-2022 alle 22:16 sul giornale del 22 giugno 2022 - 425 letture

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