Studentessa, ricercatrice e scrittrice: in uscita il secondo libro di Sofia De Cillis

5' di lettura 24/06/2022 - Ha fatto delle sue esperienze di vita e quelle delle altre donne della propria famiglia, materiale di raccolto per le sue pubblicazioni.

Si tratta della giovane studentessa in bioscienze di Unicam Sofia De Cillis, brindisina, che ha studiato a Unicam per 4 anni ed ha conseguito la laurea triennale lo scorso febbraio, dopo aver lavorato col prof. Roberto Ciccocioppo. Ora andrà a studiare neuroscienze all’Università di Trieste per la laurea magistrale. Nel frattempo è riuscita anche a completare la sua seconda pubblicazione, dal titolo "L'Aristocratica, Scimmia Dundù e Boccuccia di rosa”, tre definizioni di altrettante figure di donne della sua vita, tra cui lei stessa ed alle prese con diversi problemi ed eventi complessi.

Sofia racconta le storie della nonna, della mamma e ella propria, tutte alle prese son situazioni famigliari particolari. L’autrice ha trovato coraggio e forza di volontà con questo libro, per cercare di liberarsi delle proprie paure ed allo stesso tempo di venire incontro alle mondo femminile, sempre alla ricerca di una maggiore e propria consapevolezza per aprirsi e chiedere aiuto, in quanto da soli non ce la si può sempre fare. Tutti temi attualissimi che sono raccontati nel manoscritto, che al momento è disponibile solo sul sito: https://bookabook.it/libro/laristocratica-scimmia-dundu-boccuccia-rosa/

Il volume è stato lanciato on-line proprio nei giorni scorsi.

Come mai questa idea di raccontare le storie di tre donne della stessa famiglia, tra cui la sua e di fare questa autobiografia di famiglia tutta al femminile ?
“Perché secondo me andavano raccontate - dice Sofia - sia la storia di mia nonna, che ha vissuto un passato pieno di lutti e una vita molto dura. Quindi quella di mia madre che ha passato 10 anni pieni di paura a causa di un marito violento. Poi la storia mia, perché può essere d’aiuto per tante persone che soffrono di problemi psichiatrici”.

Quali sono state le problematiche di queste tre figure femminile che l’hanno colpita di più fino al punto di raccontarle?
“Quella di mia nonna parla di una storia d’amore che non ha avuto mai fine, ma nel suo caso si parla anche di depressione. La tematica principale è il disturbo psichiatrico e quello che esso può comportare. La vicenda di mia madre è concentrata principalmente sulla violenza domestica, quindi della paura che la una può avere nei confronti della persona che ha deciso di sposare. Per quanto riguarda la mia storia, parlo del mio autolesionismo e del mio disturbo psichiatrico”.

Un racconto molto attuale, anche se tratta di tre generazioni e nel quale affronta il tema della violenza sulle donne, che oggi sfocia spesso nell’omicidio. Cosa ne pensa di tutti questi casi che si registrano?
“Che la donna, secondo me, deve acquisire più consapevolezza del proprio valore. Questo deve essere ancora insegnato. Stiamo facendo passi in avanti, ma secondo me questo va fatto fin da piccoli, deve essere fatto notare ai bambini che sia gli uomini che le donne hanno lo stesso valore e che anche noi donne possiamo conquistare quello che gli uomini hanno ottenuto con facilità. Ciò va detto alle donne che, magari vedono certe differenze nella nostra società, ma devono rendersene conto fin da subito”.

Prendendo spunto dal racconto di sua nonna, sugli amore duratori anche se tormentati, contrariamente a quanto accade oggi con storie molto più brevi e frequenti, che idea si è fatta?
“Il motivo preciso non riesco a vederlo. Nel caso di mia nonna, penso che dipendeva dal suo carattere e modo di essere. Era pura. Si era innamorata di suo marito e lei ne è tutt’ora innamorata, anche se ha subito dei tradimenti, ma ne è ancora innamorata. Non è vero che l’amore di un tempo è puro e vero. Pero io dico che mia nonna è vera, è pura, il suo carattere, la sua personalità lo è. Forse prima c’era anche quell’idea di famiglia che andava perseguita e basta, ora invece non è più così, ma se due persone non si amano più è giusto che si separino. Anche perché, come è possiamo vedere nella storia di mia mamma e nella mia ci sono delle conseguenze al non amore in famiglia. Quindi, semplicemente mia nonna è stata fortunata a trovare due uomini rispettosi e la sua volontà d’animo ha fatto sì che queste due persone s’innamorassero di lei e quindi non ci sono stati questi problemi in famiglia”.

Cosa si aspetta da questo suo nuovo volume?
“Mi aspetto che attraverso le mie storie, più perone prendano consapevolezza dei loro limiti, disturbi e che si rendano conto che molto spesso abbiamo bisogno di un aiuto esterno, perché ci affidiamo alle nostre qualità di guarire e lenire i nostri problemi, quando in realtà non ne siamo capaci, in quanto siamo troppo coinvolti nelle nostre vite per rendercene conto. Per cui abbiamo bisogno di un aiuto esterno e io spero che la maggior parte delle persone, leggendo il mio libro, capiscano che da soli a volte ce la si può anche fare, ma a volte c’è bisogno di un aiuto esterno”.

Questa triplice storia al femminile non è però il suo primo libro?
“Sì, infatti, ne ho scritto anche un altro che s’Intitola “Gaetano” e parla di questo ragazzo che è il mio alter ego, ma in maniera molto estremizzata, anche lui ha problemi psichiatrici e soffre di autolesionismo, ma è meno però all’ennesima potenza, come tutte le mie caratteristiche raccontate estremizzate al massimo. Gaetano conosce questo Diego e se ne innamora (possiamo dire) e impazzisce…. Poi il perché lo si capisce leggendo il libro”.








Questo è un articolo pubblicato il 24-06-2022 alle 16:21 sul giornale del 25 giugno 2022 - 275 letture

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