A Camerino la personale di Ariadna Falcòn: "Con i colori esprimo i miei sentimenti"

5' di lettura 28/07/2022 - Dopo il successo avuto con la mostra itinerante Cuore d'Artista nella serata dedicata alle cantine del territorio a Camerino, l'artista argentina Ariadna Falcòn torna ad esporre nella città ducale e nello stesso luogo, con una sua mostra personale dal titolo "I colori del desiderio", su richiesta dello stesso gestore del locale "Noe errante". Mostra che sarà inaugurata sabato 30 luglio alle ore 18,30.

Personale che resterà visibile fino al 4 agosto. Arte pittorica che incontra in quei giorni quella urbana e architettonica, in quanto si svolgerà in città il 32° Seminario Internazionale e premio di Architettura e Cultura Urbana di Camerino intitolato "La città dei desideri, sogni e disegni di architettura", organizzato da Unicam, in collaborazione con il Comune e l'Archeoclub d'Italia. Tre i laboratori previsti dal Seminario, e riguardano: la casa, il quartiere e le reti urbane. Possono partecipare studenti, ricercatori, docenti, professionisti e operatori interessati al tema. Per i professionisti iscritti agli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori l'acquisizione di 20 crediti formativi e 4 crediti giornalieri. Seminario che comprenderà sessioni con brevi relazioni, comunicazioni e conversazioni interdisciplinari alternate ai laboratori, all'interno dei quali gli iscritti potranno presentare i loro lavori e confrontarsi sui diversi aspetti dei temi progettuali proposti.

Le opere presentate dai partecipanti al Premio saranno raccolte in un catalogo. Nella giornata conclusiva saranno assegnati i Premi SACU 2022 e consegnati gli attestati di partecipazione. Un appuntamento importante anche per la surrealista artista argentina Ariadna Falcòn, 53enne originaria di Rosario, ma che dal 1989 vive in Italia a Pollenza, Membro dell'associazione Artisti delle Marche, la Falcòn ha già esposto in diverse città marchigiane ed ha conquistato l'attenzione con la rassegna "Cuore d'artista". In questa sua personale, nella quale esprime tutte le sensazioni e emozioni con colori in prevalenza caldi e tipici degli artisti latino americani perché rispondenti alla propria indole fatta di forti sentimenti (più o meno belli e difficili; ma ricchi sempre di vitalità, forza e carattere). L'ultimo lavoro si chiama Sicilia, ed è un'opera destinata ad una mostra in quella regione.

Come si è avvicinata alla pittura?
"Da sempre, fin da piccola creo e disegno - dice Ariadna Falcòn - e mi è sempre piaciuto e affascinato il fatto di colorare diversi materiali. Logicamente dopo a scuola mi sono appassionata all'arte italiana, soprattutto a quello che riguardava la perfezione dei maestri italiani".

Che tipo di genere artistico preferisce?
"Quello impressionista mi piace tantissimo perché amo i colori, per ciò il mio trasmettere è farlo in modo colorato. Quello che esprimo con i colori è il mio sentimento, la mia anima. Mostrare quello che sento, che vedo e che creo in maniera colorata".

Come si è avvicinata e quanto è stata importante per questa sua passione l'Associazione Artisti delle Marche?
"Ho avuto un incontro con Adriano Crocenzi, una persona molto sensibile e un grandissimo artista, che è parente alla lontana al mio compagno e durante una cena di compleanno in famiglia, dove abbiamo iniziato a parlare di arte, lui mi ha invitato a far parte di quest'associazione. Ho detto di sì e mi sono avvicinato al gruppo di Camerino, dove mi ha parlato benissimo di Nancy, che è molto attiva ed altrettanto sensibile a queste tematiche ed alle persone. Quando mi ha detto che era cilena, mi ha colpito, perché io sono argentina, entrambe latinoamericane. E’ nato così il progetto per la rassegna "Cuore d'Artista". Precedentemente nel 2014, però, io avevo già fatto una mostra a Macerata ed un'altra personale a Montegranaro. In quelle occasioni avevo conosciuto un'altra signora che aveva anch'essa un'associazione e mi aveva proposto di fare queste due mostre, ma a parte il fatto di conoscerci non si è realizzato nulla con la signora. Ancor prima di queste esposizioni avevo esposto tutte le mie opere in un ristorante di Macerata e diciamo che ho cominciato da lì a muovermi in modo più impegnativo attraverso la mia arte".

Come definisce la sua arte, considerato che nelle sue realizzazioni ci sono spesso parti in rilievo, oppure è semplicemente surrealista?
"Amo tutto quello che è struttura, corpo e tutto quello che può avvicinare la tela alla parte scultorea ed utilizzo varie tecniche e strumenti. Direi un'arte istintiva, astratta in prevalenza, ma anche con rappresentazioni figurative. Un modo che unisce la pittura alla creatività manuale della materia. Le mie tele hanno tutte una parte scultorea sotto. Utilizzo la materia, lo stucco, la sabbia, poi ci posso applicare anche altri materiali. per caso poi ho realizzato anche una scultura, utilizzando anche spago, cotone, carta, ferro ed altro. Le mie creazioni, pitture o sculture, sono istintive, non si basano su un disegno predefinito, per cui lascio l'interpretazione di quei momenti l'opera trasmette a chi l'ammira, alla sua fantasia, all'immaginazione dei visitatori. Mi incanta poter ascoltare le sensazioni delle persone quando sono davanti alle mie opere. Ad esempio, qualcuno mi ha detto che le sono terapeutiche, altri che hanno ricevuto una carica enorme, ognuno ci vede cose diverse".

Quali sono i suoi artisti preferiti?
"Mi piace Dalì, Goya, poi tutti i migliori italiani, non ne ho uno in particolare che mi piace, ma non prendo spunto da nessuno. Io amo la bellezza e quello che essa può trasmettere, più che altro l'emozione."








Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2022 alle 13:32 sul giornale del 29 luglio 2022 - 594 letture

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