Roberto Scalla, l'uomo dietro ai successi di Abdelwahed: "Il podio a Monaco alla sua portata, ha corso per Camerino"

5' di lettura 25/08/2022 - Non si è spento ancora l’eco dell’argento conquistato da Ahmed Abdelwahed nei 3000 siepi agli Europei di Monaco in Germania, che ha portato alla ribalta anche la città di Camerino. E’ proprio dalla città ducale che è cominciata la sua avventura nell’atletica con la scalata fino al titolo continentale del 19 agosto scorso. Un ruolo importante nel percorso atletico, ma non solo, lo ha ricoperto un altro camerte, il suo allenatore Roberto Scalla, che l’atletica ce l’ha nel sangue e che è stato anche un campione nazionali a livello Jr nei 3000 siepi.

Anche per Scalla è stata una grande soddisfazione ed emozione questo traguardo, che lo ha accompagnato in questa avventura, dove Ahmed è stato stimolato anche dai fan giunti in Baviera da Camerino, protagonisti a distanza anche loro. Se per Ahmed, dopo questo argento, è arrivata finalmente l’ora del riposo, non è così per Roberto Scalla, che segue anche altri atleti del Cus Camerino, come ad esempio il fondista Daniele Massimi. Al ritorno a Camerino lo abbiamo avvicinato.

Quali emozioni ha provato durante la gara di Ahmed?
"Una grandissima emozione, ma solo al momento dello start – racconta Scalla - perché ero consapevole che Ahmed, pur non essendo nella migliore condizione dell'anno, nello stage di due settimane al Sestriere, aveva recuperato mentalmente e fisicamente, tanto che bastava ad arrivare a podio. Quindi ero consapevole della sua forza. Però mi sono isolato anche dal resto della Federazione (di tutta la squadra che tifava tutti e tre i portacolori azzurri) e me la sono goduta da solo. Ero consapevole che il podio era alla sua portata. Quindi una grandissima emozione, ma razionale e fiduciosa, in quanto ero sicuro che avrebbe ottenuto il miglior risultato possibile".

Quindi è andato tutto come previsto, in che modo avevate preparato questa gara?
"E' andato come previsto, perché negli anni ho imparato a conoscere i miei atleti e quindi so esattamente quello che loro sono in grado di esprimere in gara. E' chiaro che degli imprevisti ci sono sempre, poi nelle siepi devi saltare 35 barriere, ma Ahmed era pronto e adesso ha anche acquisito un'esperienza internazionale, per cui sa gestire certe situazioni. E' chiaro che le Olimpiadi e i Mondiali sono una cosa e l'Europeo è un'altra, ma è sempre in grado di gestire sia la gara che le emozioni e le tensioni. Ha fatto non uno step, ma due o tre se non quattro passi avanti per essere ai vertici mondiali".

Cosa ha significato per lei come allenatore, questo traguardo raggiunto con Ahmed, considerato che l'atleta in TV (quindi a tutto il mondo) ha parlato molto di lei, di Camerino e dell'importanza che queste figure hanno avuto nella sua scalata agonistica?
"Sicuramente sono felice che lui abbia avuto una riconoscenza nei miei confronti, non posso negarlo, per il lavoro fatto dal 2016 in poi, tranne la parentesi dell'Olimpiade dove forse dovevamo rimettere a posto alcune situazioni. Sono stato orgoglioso di lui, per le sue parole, ma anche per la città. Anche io non posso negare che è stata una grande soddisfazione per me e per le persone che mi sono state vicine in questi anni e che mi hanno supportato. Abbiamo corso per la città e non è solo un modo di dire, lo abbiamo fatto anche per l’università e per il Cus Camerino dove Ahmed è stato ed è tesserato da diversi anni".

A Camerino Ahmed agonisticamente ci è cresciuto, possiamo dire che l'ha scoperto lei come atleta. Cosa ha visto in lui fin dai primi passi, quali sono le sue doti migliori e dove può arrivare ancora?
"E' arrivato a Camerino che doveva riprendere a fare atletica da zero. Era stato fermo per due anni per una pubalgia e perché era stato un po' trascurato come ragazzo. Io ho visto in lui una grande forza di volontà, la voglia di arrivare, con obiettivi importanti, ma doveva essere supportato e sostenuto, non solo da un punto di vista atletico, ma anche umano. Poi Ahmed ha il suo carattere, io ho il mio che non è affatto facile (sono intransigente e a volte tanto severo con me stesso), per cui sono un coach difficile da affrontare".

Ha già accennato a un breve distacco con Ahmed nel periodo delle Olimpiadi, poi il ritorno da lei come coach. Come mai?
"Fa parte del passato, io guardo al futuro, E' servito per chiarirci, quindi guardiamo avanti in modo ottimistico".

Cosa c'è allora per il futuro di Scalla e Ahmed?
"Innanzitutto, adesso ci vuole una bella vacanza, soprattutto per lui – conclude Scalla - mentre io ho altri impegni importanti con Stefano Massimi, che è la punta del Cus Camerino per il fondo, con cui abbiamo in programma il Campionato Italiano dei 10.000 m su strada il 3 settembre, poi il tricolore di mezza maratona e poi le selezioni per gli Europei di cross che quest'anno si svolgeranno a Torino al Parco della Mandria, quindi io non mi fermerò quest'anno. Per il futuro con Ahmed ci sono tante cose in ballo, lui ha degli sponsor che gli chiedono un impegno importante, quindi dobbiamo pianificare bene i prossimi impegni".

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Questo è un articolo pubblicato il 25-08-2022 alle 12:01 sul giornale del 26 agosto 2022 - 1452 letture

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