PNRR e Cis Sisma per Sarnano, Carancini: "Gestione scandalosa di denaro pubblico da parte della Regione"

4' di lettura 29/08/2022 - Sarnano e le risorse destinate al comune, sia con il Fondo Complementare del PNRR Sisma per 6.125.000 euro sia con il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) per oltre 29 milioni di euro, sono la fotografia della gestione scandalosa di denaro pubblico da parte del governo regionale delle Marche. Vicenda che si tenta di custodire ben nascosta in questa fase elettorale per non disturbare i manovratori - Acquaroli e Castelli - e tenere all’oscuro i cittadini.

Ma come avevo già anticipato in epoca non sospetta, in diversi interventi in aula regionale e sui media, oggi i nodi sono venuti al pettine e non serve una fragile e inopportuna smentita del sindaco di Sarnano Luca Piergentili a negare i gravi fatti che, sulle “spalle” delle risorse pubbliche del PNRR, si sono consumati e finalmente scoperti.

Contrariamente a quanto affermato dal sindaco di Sarnano, oggi vi sono, in particolare, due atti implacabili per descrivere lo stato della situazione. Il primo è la delibera del Commissario Straordinario Giovanni Legnini del 30.06.2022 nella quale, testualmente, si scrive “...Sono evidenziati i seguenti progetti che presentano anomalie tali da poter determinare l’avvio del procedimento di revoca del finanziamento” indicando di seguito i progetti del Comune di Sarnano e del Comune di Montefortino. Per restare al comune maceratese, il secondo documento determinante è la comunicazione dello stesso Commissario del 22.07.2022 che risponde a una nota del Comune di Sarnano del 01.07.2022 (riferita alla delibera di Giunta Comunale n. 99 del 27.06.2022).

Cosa chiarisce il Commissario Legnini all’amministrazione comunale di Sarnano per motivare il grave rischio della revoca del finanziamento? 1. Considerato che il finanziamento è compatibile esclusivamente con la destinazione pubblica, non è chiaro quali e quante sarebbero le aree di proprietà privata oggetto del finanziamento stesso, questione peraltro non superabile con la previsione di un diritto di superficie o servitù come invece la delibera della giunta di Sarnano prospetta; 2. è rigorosamente fermo il principio che sia garantito il rispetto delle procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizi e dei lavori ma il Comune di Sarnano non lo contempla minimamente; 3. su questo piano è dunque illegittimo l’affidamento fiduciario a un soggetto privato della redazione del progetto pari a 6.125.000 euro, così come il Comune di Sarnano prospetta, scelta che contrasta in maniera “sfacciata” con l’ordinanza n. 9 del 31.12.2021 del Commissario Legnini ma anche con il Codice dei contratti pubblici; 4. di fronte alla “confessione” contenuta nella delibera del 27.06.2022 del Comune di Sarnano in cui non risulta ancora delineato il percorso del rapporto di partenariato pubblico/privato, è sconcertante ed illegittimo che l’ente locale faccia presumere che il valore delle opere possano essere affidate direttamente al privato (attuale concessionario) senza esperire una gara pubblica; 5. nella stessa nota, infine, il Commissario Legnini si riferisce alle verifiche da condurre anche sull’altro e ben più cospicuo finanziamento di oltre 29 milioni di euro assegnato al Comune di Sarnano dal CIS Sisma (Contratto Istituzionali di Sviluppo), progetto che manifesta le stesse ambiguità e illegittimità di cui il principale artefice è l’assessore Guido Castelli.

Alla chiara e rigorosa comunicazione del 22 luglio scorso del Commissario Legnini, a questo momento, nessuno ha risposto. Non ha risposto neppure la Regione che è stazione appaltante dei lavori, dei servizi e delle forniture relativi al Fondo Complementare del PNRR per i comuni del sisma e responsabile istruttorio dei progetti del CIS Sisma. Dunque lo stato dell’arte non è quello rassicurante del sindaco di Sarnano né il silenzio complice della Regione Marche.

La vicenda di Sarnano sui progetti finanziati dai Fondi Complementari sisma e dal CIS Sisma costituisce il simbolo dell’opacità amministrativa del governo della destra delle Marche, delle illegittimità manifeste, delle clientele politiche, delle “prebende” e ruoli per amici degli amici, a cui abbiamo assistito in questi due anni. Situazioni - se ne possono raccontare diverse - spesso subite dal “sistema” burocratico-organizzativo regionale ed istituzionale (anche dei comuni), per la paura che denunciare avrebbe definitivamente emarginato chi avesse osato esprimere opinioni diverse dal “regime” che guida questa Regione. Quando è la paura a comandare i comportamenti vuol dire che ci siamo avviati su una brutta strada che è la stessa alla quale, pochi giorni fa, Giorgia Meloni ha inteso ispirarsi per il suo programma di governo.


   

da Romano Carancini
Consigliere regionale PD





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-08-2022 alle 15:15 sul giornale del 30 agosto 2022 - 302 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, sarnano, Romano Carancini, comunicato stampa

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