San Ginesio, botte e minacce al padre malgrado il divieto di avvicinamento

carabinieri 2' di lettura 01/09/2022 - Dalla fine del mese di luglio i carabinieri di San Ginesio hanno cominciato a monitorare una grave situazione familiare, in cui si configuravano evidenti condotte maltrattanti da parte del figlio nei confronti del padre.

Le indagini espletate hanno fatto emergere un contesto di sistematica sopraffazione e vessazioni continue, legate allo stato di tossicodipendenza e alle continue richieste di denaro, per cui l’indagato era arrivato in passato anche a danneggiare l’auto del padre, a irrompere dentro casa con la forza e a usare violenza e minacce nei confronti del genitore, tanto da indurlo in una condizione di prostrazione per le sofferenze fisiche e psicologiche quotidianamente inflittegli. L’uomo è stato così denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di maltrattamenti in famiglia. Il Pubblico Ministero titolare dell’indagine ha immediatamente chiesto la misura dell’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla persona offesa e controllo mediante apposizione del braccialetto elettronico, concessa dal Gip del Tribunale di Macerata il 22 agosto scorso.

Dopo l’esecuzione della misura, l’indagato si è recato presso l’abitazione del padre, in violazione delle prescrizioni del Giudice. In particolare, dopo aver utilizzato, noncurante dei divieti, degli attrezzi da lavoro, è entrato tranquillamente all’interno dell’abitazione, dove i carabinieri lo hanno sorpreso nel corso dei controlli predisposti per vigilare sull’ottemperanza della misura e tutelare la vittima.

Per l’uomo, a questo punto, è scattato l’arresto in flagranza di reato. Il pubblico Ministero, valutata la gravità delle condotte pregresse, la mancata presentazione dai carabinieri per l’apposizione del braccialetto elettronico e l’episodio che ha condotto all’arresto, ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari un aggravamento della misura cautelare, disposto nell’immediatezza. I carabinieri hanno pertanto eseguito in data odierna la misura della custodia cautelare in carcere, traducendo l’uomo presso la casa circondariale di Fermo.


di Roberto Scorcella
robertoscorcella@viveremacerata.it





Questo è un articolo pubblicato il 01-09-2022 alle 11:03 sul giornale del 02 settembre 2022 - 257 letture

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