Da Camerino al Regno Unito l'addio alla Regina Elisabetta: "È stata un po’ come una mamma. Un faro che si spegne"

6' di lettura 09/09/2022 - La recente scomparsa della regine del Regno Unito Elisabetta II, all'anagrafe Elizabeth Alexandra Mary all'età di 96 anni, avvenuta ieri nella residenza privata della famiglia reale del Castello di Balmoral, ha scosso il mondo intero e tutti almeno hanno reagito con un proprio pensiero, ricordo e opinione sulla sua figura.

E' stata la regnante più longeva di tutti con i suoi 70 anni da Regina (dal 1952 ad oggi) ed aveva ereditato il trono nel 1936. Una figura apprezzata ed amata anche per il suo indiscusso stile, quella simpatia che davanti ai media riusciva solo minimamente a trasmettere son il suo sorriso, ma diventata una icona per tutto il resto, dai suoi abiti, ai cappellini, borsette (dentro le quali pare non portasse nulla, erano solo un accessorio abbinato).

Durante il suo lungo regno, sono stati molti i camerti che hanno vissuto a Londra, o viceversa. Fra questi, abbiamo raccolto alcuni commenti sulla scomparsa della regina Elisabetta II, tra passato e futuro. "Già da ieri sera Londra è vestita a lutto per la scomparsa di Elisabetta - dice la ricercatrice camerte Sofia Tapanelli che ha lavorato per 5 anni all'Imperial College di Londra ed ora è Associato Senior della True Search (una grande azienda di consulenza nel settore delle Biotecnologie) – ero uscita con delle amiche a mangiare una pizza e quando abbiamo ricevuto la notizia della sua morte lo abbiamo saputo addirittura prima dalle informazioni che ci arrivavano dall’Italia che dallo UK. Come ce ne siamo resi conto ci siamo guardate intorno ed abbiamo visto che la città era già addobbata a lutto, le vetrine dei negozi esponevano già un’immagine della regina con una frase di supporto. Le bandiere erano già a tirate giù a mezz’asta, pochissimi minuti dopo l’ufficializzazione della notizia e c’erano messaggi elettronici di suffragio scritti sulla metropolitana, sugli autobus. Quella di Londra di ieri sera è stata un’immagine abbastanza toccante, nonostante fosse passato pochissimo tempo. A Londra la Regina è vista in maniera super positiva. E’ una figura amata tantissimo dagli inglesi, da tutte le generazioni, perché qui la cultura della monarchia è fortemente radicata, viene studiata a scuola, peri cui già da bambini crescono con la conoscenza d come delle regole e delle tradizioni della famiglia reale, come funzionano le successioni e tutto il resto. Lei era una figura particolarmente amata, estremamente patriarcale, però molto vicina al popolo, che ha voluto sempre parte della sua gente all’interno di Buckingham Palace. Sono noti alcuni ricevimenti voluti dalla Regina e aperti al popolo”.

“Ieri sera poi, nel tornare a casa – aggiunge Sofia – ho preso la Elizabeth Line, la nuovissima linea inaugurata qualche mese fa e che connette tutta la parte Nord al Centro di Londra ed è una linea dedicata a lei. L’aveva inaugurata di persona e anche lì svettava un grande poster con un messaggio molto intenso e commovente a lei dedicato. Adesso le succederà il figlio Carlo III, di cui non voglio dire amato, ma interessante, in quanto il popolo inglese al momento lo guarda con occhi curiosi, nel senso che vogliono vedere come si muoverà in questo ruolo. Chi sono invece sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica sono i nipoti William e Kate, la cui famiglia è la prossima erede al trono e sono i più amati dalla gente. Per cui aspettiamo con trepidazione quello che avverrà”.

“Alla chiesa di San Paul – conclude la Sofia Tapanelli – ci sarà nella giornata di oggi una messa celebrata dall’arcivescovo di Londra proprio per ricordare la Regina e il suo rapporto con la gente e la chiesa Anglicana, di cui lei era il capo della chiesa d’Inghilterra ed anche per questo molto amata. Infatti in questa celebrazione ci saranno dei posti specifici riservati al popolo, dove chiunque può andare e partecipare al rito”.

"Sento un vuoto dentro e non l'avrei mai detto - dice Holly Beattie (inglese che invece vive da moltissimi anni a Camerino) - rappresentava tutto il meglio dell'Inghilterra, anche se in tanti la criticavano per il suo vecchio stile legato alle tradizioni. Penso che la sua mancanza si sentirà moltissimo. Come ex-part, lontana così tanto dall'Inghilterra, mi sono resa conto che lei era come il mio faro, il figlio non è proprio la stessa cosa. Il fatto di non avere una donna in una posizione così di rilievo e carismatica come lei. Ci mancherà tantissimo".

"Se ne va una persona - dice il camerte Fabio Copponi che vive e lavora a Londra da molti anni - una donna, molto seria e altrettanto dedicata al suo ruolo. Non ci sono motivi per criticare il suo operato. Allo stesso tempo la sua scomparsa segna la fine di un'era, che ormai aveva iniziato a tramontare dal 2008. La sua figura di integrità e coerenza non era più adatta al mondo odierno, pieno di contraddizioni politiche e volontà meschine di governi mediocri, sia nel Commonwealth che fuori da esso. Posso dire di aver speso trent'anni in Gran Bretagna e di essermi trovato benissimo, sotto il suo regno. Non saprei cosa dire del nuovo Re, se non che sarà di sicuro meno amato e rispettato, per vari motivi, non ultimo il suo dichiarato supporto a poteri e piani sovrannazionali”.

“È la fine di un era, quello di una figura straordinaria - aggiunge Julian Bektashi, designer italoalbanese che lavora a Londra – e oserei dire anche la fine di un era per la corona come istituzione. Senza la Regina Elisabetta, un anacronismo del genere non avrebbe mai avuto la stessa rilevanza nella società moderna inglese. La regina era una figura forte, ma soprattutto stabile e moderata. Flessibile e aperta al cambiamento al punto giusto, nel contempo religiosamente devota al dovere fino alla fine: Solo 2 giorni prima di morire aveva accolto la nuova leader del partito al governo per nominarla come primo ministro. Sebbene il suo potere politico era molto limitato, la sua influenza morale è inestimabile. Tra gli inglesi ora c'è più confusione che lutto, stanno ancora processando una realtà totalmente nuova. Si pensi che, anche chi oggi ha superato i 70 anni di età, ha fatto riferimento alla stessa figura per la sua intera esistenza, consciamente o inconsciamente, simpatizzante o meno. Parliamo di 70 anni di grandi cambiamenti sociali, d'ineguagliabile progresso tecnologico, di crisi e prosperità, 70 anni di olimpiadi e mondiali! È stata un po’ come la madre di tutti (o quasi), e ora, improvvisamente non ce più. Tale era il suo mito che molti quasi non credevano che si sarebbe arrivati a questo giorno”.








Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2022 alle 17:16 sul giornale del 10 settembre 2022 - 886 letture

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