Camerino, una quercia di oltre 2 secoli cede al maltempo: intervento per cercare di farla sopravvivere

2' di lettura 17/09/2022 - Dopo i danni della prima fase emergenziale seguita al nubifragio di ieri, oggi è tempo di fare i bilanci e mettere in sicurezza le situazioni di pericolo.

Considerato che le condizioni climatiche concedono una parziale tregua, si è iniziato ad operare fin dal primo mattino ed in alcuni casi le operazioni si sono concluse giusto in tempo prima del ritorno (seppure modesto) della pioggia. E’ il caso di una grande ed antica quercia secolare, sita in una proprietà privata nella zona di Le Calvie. Si tratta di una delle querce private più longeve delle tante esistenti a Camerino, ma questa in particolare aveva oltre 2 secoli di vita.

Una bella nonnina di pianta, con tutte le sue problematiche, che fino alle intemperie di ieri aveva resistito a molte altre avversità atmosferiche. Quercia che è stata sempre monitorata in passato, ma il tempo all’interno ha fatto il suo corso, deteriorando il fusto e con un vento così forte, unito all’appesantimento del legno bagnato per la moltissima pioggia caduta, la pianta si è divisa in due parti. Dispiace, perché era un po’ il simbolo di quella zona.

Gli operatori specializzati nella cura delle piante della ditta “Natura Crea”, Federico Paniccià ed i suoi collaboratori Piero Mion e Gianluca Fainelli, hanno provato a non rimuovere completamente la quercia, lasciando delle ramificazioni basse, in modo che provi a sopravvivere, ma non è facile. “Se non ce la dovesse fare – dice Federico Paniccià – rimuoviamo anche questi 3 metri rimasti, ma vediamo il prossimo anno com’è la situazione. Adesso, l’importante è che stia in sicurezza e che se si dovesse rompere non causi nessun tipo di danno”.

Operatori della Natura Crea che hanno continuato anche stamattina a lavorare e a ricevere molte chiamate di intervento da parte della gente, preoccupata soprattutto per i pericoli legati al rischio di crollo delle piante. “Richieste che riguardano non solo la rimozione o la messa in sicurezza – aggiunge Federico Paniccià - ma anche solo di monitoraggio, perché vogliono sapere le possibilità di resistenza degli alberi. Questo non è facile da valutare, ma su alcuni esemplari si può prevedere visto il consumo ed i segnali del legno ormai caricato, oppure sono cavitati e con un’intemperia di questa portata si spacca tutto”.

Di lavoro ce n’è stato tanto anche per le ore successive, non solo a Camerino, ma anche a Castelraimondo, dove in parte della mattinata si è concentrata la morsa della maltempo.

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Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2022 alle 17:17 sul giornale del 19 settembre 2022 - 3356 letture

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