Esposito (PD): "Le università saranno sempre più motori di sviluppo"

4' di lettura 19/09/2022 - Robotica, intelligenza artificiale, mobilità elettrica, sensoristica avanzata: l’insieme delle ‘tecnologie emergenti’ sono viste con timore e diffidenza, pensando ai posti di lavoro che si potrebbero perdere. Si tratta di timori e diffidenze legittime, ma bisogna anche guardare l’altra faccia della medaglia: queste tecnologie possono offrire risorse straordinarie, ma tutto dipende da come e da chi verranno gestite.

La faranno da padrone le grandi concentrazioni monopolistiche, come sta già avvenendo nei settori del commercio e della comunicazione digitale (google, amazon, i social media), sempre più pervasivi? O gli Stati e le organizzazioni sovranazionali, in primo luogo l’Unione Europea, riusciranno a indirizzare le transizioni digitale e ‘verde’ nell’interesse delle persone e delle imprese, soprattutto le piccole, che costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo nel nostro territorio? Proviamo a immaginare i posti di lavoro che si potrebbero creare indirizzando queste tecnologie all’interesse delle persone e delle imprese.

Bambini e bambine oggi sono ‘nativi digitali’: da piccolissimi smanettano su smartphone e tablet, ma sappiamo a quali rischi possono andare incontro senza qualcuno che li istruisca, li accompagni, li guidi. Molte persone sono interessate a vivere in abitazioni più efficienti dal punto di vista energetico e più ‘connesse’ all’interno e con l’esterno, ma raramente trovano assistenza tecnica sufficientemente competente per raggiungere questi obiettivi. La qualità della vita delle persone anziane - così numerose nelle nostre città e nei nostri borghi - la loro salute e la loro sicurezza possono essere tutelate molto meglio grazie alle nuove tecnologie, ma sono necessarie persone preparate che possano fare da interfaccia intelligente con i terminali tecnologici. Le nostre imprese, in particolare le micro e le piccole, hanno necessità di accedere alle tecnologie di ultimissima generazione per migliorare i loro processi/prodotti e rimanere sul mercato, ma non sempre hanno a disposizione le risorse umane necessarie.

Ho fatto 4 esempi di ambiti di applicazione delle tecnologie emergenti che potrebbero aprire praterie allo sviluppo di posti di lavoro ‘vero’, riconosciuto e qualificato. Ne voglio fare un quinto, di grande attualità. Se oggi andiamo sui cantieri della ricostruzione post-sisma, ancora troppo lenta rispetto alle necessità delle popolazioni colpite, vediamo applicare tecnologie e materiali che sono il risultato della ricerca e che ci daranno case più sicure ed efficienti dal punto di vista energetico. L’osservazione della Terra dai satelliti ci invia immagini in tempo reale che possono identificare con precisione e anticipo sufficienti le zone a rischio di eventi meteo eccezionali. Poi, queste immagini devono essere tradotte in un sistema di allerta pronto ed efficace: qui non ci siamo ancora, ma grazie alla digitalizzazione si può fare, subito, non domani.

In più, l’osservazione spaziale, insieme alle tecniche tradizionali, permette di identificare le aree in cui è necessario effettuare interventi di messa in sicurezza che si traducono in efficace prevenzione. Nella nostra Regione ci sono 4 Università, 2 nella Provincia di Macerata. Si tratta di una risorsa straordinaria, perché le Università hanno un ruolo cruciale in questa nuova ‘rivoluzione industriale’. È nelle nostre Università che si formano professioniste e professionisti con le competenze necessarie a rispondere alle sfide della società contemporanea, non solo negli ambiti delle scienze tecnologiche (biologia, chimica, fisica, geologia, informatica, ingegneria…), ma anche in quelli delle scienze sociali ed umane (economia, filosofia, giurisprudenza, pedagogia, psicologia, sociologia…), che sono altrettanto importanti per mettere a punto meccanismi che permettano alle tecnologie di essere adottate dai potenziali utilizzatori.

Persone giovani, così formate, non avranno problemi a inserirsi nel mondo del lavoro in posizioni e con retribuzioni adeguate alle loro competenze: la domanda di queste professionalità è alta ed è destinata a rimanere tale a lungo. Grazie a queste persone, i servizi miglioreranno in qualità ed efficienza; le micro e piccole imprese potranno crescere e non finire preda, come spesso accade, delle grandi concentrazioni globali. Il Paese intero ne trarrà beneficio e le Università saranno sempre più motori di sviluppo.

Fulvio Esposito, candidato alla Camera dei deputati per la coalizione di centro-sinistra ‘Italia Democratica e Progressista’, nel collegio uninominale Marche 2. Rettore dell’Università di Camerino fino al 2011, è stato due volte Capo della Segreteria tecnica del Ministero dell’Università e della Ricerca. Collabora come esperto di politiche della ricerca con la Commissione Europea, con l’OCSE e con il G7; è tra i promotori di REDI, il consorzio nato in seguito al sisma del 2016 per sviluppare strategie volte a ridurre i rischi associati alle conseguenze degli eventi naturali.


da Fulvio Esposito
Partito Democratico





Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 19-09-2022 alle 17:32 sul giornale del 20 settembre 2022 - 362 letture

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