Prima mondiale per l'opera "Delitto all'Isola delle Capre" del drammaturgo camerte Ugo Betti: "Una bella sfida"

5' di lettura 22/11/2022 - Debutterà in “prima mondiale” venerdì 25 novembre alle ore 21,15 al teatro Pergolesi di Jesi, in occasione della 55° Stagione Lirica di Tradizione e addirittura sotto forma di opera, il giallo del drammaturgo, poeta e saggista camerte Ugo Betti, dal titolo “Delitto all’Isola delle capre”, per la musica di Marco Taralli e libretto di Emilio Jona, scene di Josephin Capozzi.

Un progetto cullato da tempo per valorizzare ancora di più i lavori e la figura di Ugo Betti. Diverse le tappe degli appuntamenti a teatro, per proporre l’opera ad ogni genere di pubblico, infatti domani 23 novembre, sempre a Jesi al teatro Pergolesi, ci sarà un’anteprima per i giovani, in quella che si può definire la grande prova generale. A Camerino il capolavoro bettiano sarà invece proposto per la prima volta mercoledì 30 novembre alle ore 21,15 all’Auditorium Benedetto XIII, poi andrà di scena anche a Savona.

Con Lucia Chiatti, direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini facciamo il punto su questo giallo tutto da scoprire e che si appresta ad andare in scena.

Com’è nato il progetto di proporre Ugo Betti con un opera lirica?
“Innanzitutto la Fondazione Pergolesi Spontini – dice Lucia Chiatti - nel proprio cartellone della stagione lirica autunnale desidera mettere in campo dei titoli noti, ma accostare ad essi un’opera contemporanea. Da qui la scelta è andata nella direzione di affidare ad una commissione musicale e la scelta è ricaduta sul maestro Taralli, quindi di andare ad ispirarci (grazie allo stesso maestro) ad Ugo Betti, tanto più che avevamo così un protagonista in casa. Per opera contemporanea intendiamo la valorizzazione di testi della drammaturgia del ‘900 ed abbiamo pesato che questa potesse essere anche una scelta che valorizzasse il territorio, le Marche ed in questo caso lo scrittore e drammaturgo di Camerino, che rappresenta un tesori che forse non è sufficientemente conosciuto nel suo valore”.

Dov’è stata realizzata nel suo complesso la rappresentazione e quanto tempo ha richiesto?
“L’allestimento è stato realizzato presso i laboratori della Fondazione Pergolesi Spontini ed è addirittura una coproduzione con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona. Abbiamo iniziato a parlarne all’incirca lo scorso anno tant’è che abbiamo presentato il progetto all’allora commissario straordinario di Camerino con l’intenzione di portarlo avanti, ma poi ci sono le scadenze legate alle istanze ministeriali che prevedeva la scadenza entro il 31 gennaio dell’anno in cui l’opera viene messa in scena, per cui il valoro è stato realizzato nell’autunno scorso. Per cui si tratta di un nuovo allestimento, una nuova commissione e di fatto si tratta di una prima mondiale in questo caso".

Delle varie opere di Betti, perché questo testo? Forse era il più scenografico teatralmente parlando, o il più lirico, considerato che il drammaturgo camerte ha un’espressione complessa sul modello di Shakespeare?
“Diciamo che su questo abbiamo avuto una felice coincidenza. Da un lato il suggerimento arrivato dal direttore d’orchestra, che aveva proprio in mente fin da subito questo capolavoro e ce lo ha suggerito, perché era nelle sue note musicali, lo aveva letto quando era ancora studente e ne rimase affascinato, quindi pensando alle Marche e a Betti ha scelto questo dramma. Dall’altro lato, la valorizzazione è arrivata dalla coincidenza con le celebrazioni del 130° anno dalla nascita di Ugo Betti ed anche perché il prossimo anno ricorrono i 70 anni dalla morte”.

Un lavoro che ha per protagonisti tanti giovani in tutti i settori dell’allestimento?
“E’ stata una bella sfida, che è valsa la pena portare avanti, per tanti motivi. Ad esempio la scenografa e il costumista vengono dal concorso che abbiamo lanciato da qualche anno per ragazzi che escono dall’Accademia delle belle arti di Macerata, Bologna e Venezia. Abbiamo creato questa rete con altre Accademie oltre a quella di Macerata e l’obiettivo è quello di valorizzare talenti che emergono da questi corsi di formazione per fargli fare un’esperienza concreta e pratica verso quel mestiere per il quale si stanno preparando. Anche questa è una scommessa, però nelle precedenti edizioni abbiamo avuto grandissime soddisfazioni. Per cui siamo certi che anche questa nuova occasione di riserverà belle sorprese. I ragazzi dell’ensemble sono tutti giovanissimi, selezionati dai conservatori, ma già di livello nazionale (tant’è che di recente alcuni di loro si sono esibiti alla Scala, chi a Bologna), per cui c’è un bel tour over ma voglioso di imparare e conoscere nuovi titoli, opere e stili musicali, quindi di mettersi alla prova e scoprire il valore della musica”.

Un progetto e un giallo tutto da scoprire nella sua nuova versione lirica, ma allo stesso tempo una bella sfida?
“Un progetto che è valsa la pena portare avanti da parte di tutti, importante e che fa onore alla città di Camerino – conclude Lucia Chiatti - ed a questa amministrazione. Non nascondo che anche il commissario era contento di questa proposta, ma essendo in scadenza non poteva prendere una decisione ed ha rimesso la volontà ai nuovi amministratori e tenendo conto che i Comuni sono alle prese con difficoltà economiche, è un segnale importante quello di Camerino che ha voluto mantenere e continuare a puntare sulla cultura pur essendo alle prese con il sisma e non avendo ancora recuperato il proprio e splendido teatro”.








Questo è un articolo pubblicato il 22-11-2022 alle 17:47 sul giornale del 23 novembre 2022 - 386 letture

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