Omicidio di San Severino: "Forse una lite per la gestione del cane, non si ricorda di averla uccisa"

4' di lettura 28/11/2022 - Fissata per domani alle ore 12,30 l'udienza di convalida per Michele Quadraroli (nella foto), il 56enne settempedano che in preda ad un raptus ha ucciso nel primo pomeriggio di ieri, verso le 15,30, la mamma 83enne Maria Bianchi, con la quale gestiva il bar di famiglia che porta il nome della donna ed è sito proprio sotto l'abitazione nel rione Mazzini.

L'ulteriore tappa giudiziaria è invece fissata per mercoledì mattina alle ore 9 in Procura, quando giureranno: come Ctu nominato dalla Procura di Macerata il dott. Tombolini (incaricato dell’autopsia) ed il dott. Pier Giorgio Fedeli, quest'ultimo nominato come consulente di parte della difesa dall'avv. Laura Antonelli (nella foto sotto), che assiste l'imputato. L'avvocato Antonelli ha già avanzato la richiesta di perizia psichiatrica per il suo assistito sulle capacità di intendere e di volere al momento di agire.

L'uomo, che soffre infatti di disturbi psichici ed era sotto cure specifiche, è accusato di omicidio aggravato, per essere stato commesso nei confronti di un ascendente e con tentativo di distruzione di cadavere. Sembrerebbe, infatti che il figlio, dopo aver ferito a morte con diversi colpi di forbice l'anziana mamma, volesse bruciare il corpo in bagno, luogo dove sarebbe stata completata la violenta e mortale aggressione. Fatto quest'ultimo che dovrà comunque essere ben esaminato dagli inquirenti, considerato che in casi del genere va valutata anche l'ipotesi di autolesionismo della follia dell'omicida.

A San Severino negli anni scorsi successe un fatto simile in località Glorioso. Attualmente l'imputato, che aveva subito rimosso quanto accaduto dalla sua mente, si trova in custodia presso il carcere anconetano di Montacuto dove può ricevere le cure e l'assistenza necessaria.

Avvocato cosa ha scatenato l'ira improvvisa del suo assistito?
"Sembrerebbe una lite per la gestione del cane - dice la legale Laura Antonelli - è l'unica cosa che lui mi ha detto quando sono arrivata in caserma verso le 18,30, parlando su quanto e come era successo. Per il resto su come sono andati i fatti so quello che è stato riportato fino ad oggi sulla stampa. Nulla più".

Si è reso conto di quello che ha fatto?
"No assolutamente no. Ha completamente rimosso tutto e non riusciva nemmeno a capire per quale motivo ieri sera era in caserma e la raccomandazione sua nei miei confronti è stata di avvisare la madre e dirgli che non sarebbe tornato a dormire a casa. Quindi lui la morte della madre ancora non ce l'ha come ricordo. L'ultimo che ha è che hanno litigato per via del cane e poi si è ritrovato in caserma".

Sembrerebbe che il suo assistito avesse già da qualche tempo problemi di instabilità?
"Sì, lui ha un disturbo psichiatrico. Era in cura con un professionista del settore privato, ci sarebbe stato tempo fa uno screzio con la mamma, magari dai toni accesi, ma nulla di particolarmente grave da poter lasciare immaginare una reazione simile. Per cui fin da ieri sera avevo chiesto che fosse portato in un ospedale psichiatrico adeguato, cosa che richiedeva il piantonamento, quindi si è deciso per il carcere con l'assistenza medica".

C'erano stati episodi precedenti in famiglia oppure no e secondo lei era un fatto che si poteva evitare visti i problemi del figlio?
"Se vogliamo parlare di casistica da manuale tutto è possibile di fronte al disturbo psichiatrico, ma che poteva essere prevedibile in questi termini, secondo me, assolutamente no, perché altrimenti significherebbe avere la sfera di cristallo con queste persone. Pare che qualche giorno fa ci sia stato un battibecco fra i due, ma poi qualche giorno dopo sono stati insieme a mangiare il pesce, per cui, è difficile fare riferimenti e collegare gli eventi. Io la definisco come una normale lite di famiglia".

Anche lei abita nella zona e conosceva bene la famiglia, che reazioni ci sono state nel quartiere?
"Per tutti coloro che abitano nei pressi del bar, compresa io che risiedo nei pressi dello stesso come mio padre, è stata una cosa che ha sconvolto stupito e lasciato sgomenti. Ha devastato l'anima di tutto il vicinato".

Fin da piccolo, Michele Quadraroli, ha partecipato a portare avanti questa impresa famigliare del bar, che inizialmente era del papà Orlando e della mamma Maria Bianchi. Quando è cresciuto ha continuato a lavorare al bar, poi qualche anno fa ha perso il padre e la gestione è passata a lui e alla mamma. Era soprattutto lui a portare avanti il bar. Anche se la mamma ancora molto attiva (bella donna, lucida e laboriosa), i due si alternavano con gli orari. Il locale apriva verso le 6,30 per le colazioni, poi ad un certo punto lui aveva inserito il servizio dei pasti pronti e veloci (anche panini) per pranzo (quando aveva il picco di presenze), poi la sera chiudevano verso le ore 21, d'inverno anche un po' prima, considerato che la frequentazione era soprattutto di persone anziane che abitavano nella zona.








Questo è un articolo pubblicato il 28-11-2022 alle 20:46 sul giornale del 29 novembre 2022 - 4596 letture

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