Nel libro "Castrum Cerreti" l'espansione dei Da Varano fino a Cerreto D'Esi

6' di lettura 22/12/2022 - Fra Medioevo ed Età Moderna, un’alternanza di comuni e signorie, anche nelle Marche una miriade, Montefeltro, Malatesta, Varano, fra i più grandi per potere ed estensione, Ottoni, Chiavelli, Smeducci a seguire.

Uno spaccato di storia anche camerte, quando i Da Varano si estesero fino all’Esino, a governare il castello di Cerreto D’Esi, chiamati per allontanare da lì il governo dispotico di Guido Chiavelli. Correva l’anno 1375, Cerreto si ribellò al signore fabrianese e col sostegno delle truppe inviate da Rodolfo da Varano se ne liberarono. I Varano sono entrati come protagonisti in una importante conferenza storica per la presentazione di un libro su Cerreto d’Esi.

Quando la passione per la storia e il valore forte delle radici si uniscono, ecco che nasce una pubblicazione storica a disposizione della comunità di oggi e del futuro. L’interesse storiografico di Antonio Ciarabalà lo ha spinto a scrivere un volume sul suo paese “ Castrum Cerreti – Storia ed archeologia del territorio e dell’abitato di Cerreto d’Esi” ( casa editrice ...Micropress-Srl Fermo). Un progetto nato tanti anni fa e frutto di studi e ricerche sul territorio di appartenenza e su quello limitrofo, alla scoperta di tracce e segni che documentassero, in maniera attendibile l’origine e l’evoluzione dell’abitato e del suo circondario. Il libro, ricco anche di immagini che descrivono il racconto, ebbe, già in una prima bozza, la prefazione del noto studioso, archeologo, Prof. Bruno Cenni che ne sottolineò il merito di far partire la ricerca dal periodo preistorico nel suo susseguirsi in momenti evolutivi che hanno lasciato tracce indelebili ed importanti. Dagli Umbri ai Piceni…fino alla decisiva battaglia delle Nazioni nel 295 a. C. e con essa Roma a capo di tutte le popolazioni italiche. Interessante la ricostruzione dello scrittore della Cerreto romana inserita nella topografia delle centuriazioni.

A seguire la descrizione delle vie di comunicazione romane, la spiegazione sul ruolo del paesaggio e dei suoi elementi che ne condizionarono costruzioni e , antropizzazioni finalizzate a scopi precisi, modificate poi col passare del secoli. Lo studio di fonti altomedievali ha portato lo scrittore a datare la nascita longobarda di Cerreto e la sua evoluzione urbana come castello medievale con la torre Belisario, a scopo di avvistamento e controllo del territorio. Il tempo percorso arriva fino all’età contemporanea segnando la partecipazione della cittadina ai fatti e personaggi rilevanti fra Ottocento e Novecento.

Il volume, nel mese di settembre scorso è stato presentato all’auditorium del Castello Malcavalca di Esanatoglia nell’ambito della manifestazione “La memoria di Longobardi e Bizantini”, una tre giorni di studi, dibattiti e pubblicazioni a tema, dove ha ottenuto un rilevante successo di critica. Nella sua Cerreto il libro ha visto la presentazione il giorno sabato 17 dicembre, alle ore 16,00, nella Sala dello Stemma del Municipio, con il patrocinio del Comune e del GAAVE Gruppi Archeologici Alta Valle Esina. L’incontro è stato aperto da Gabriele Cassano, direttore del GAAVE locale, egli ha marcato l’importanza della pubblicazione per il territorio cerretese, come esso si inquadri fra gli obiettivi raggiunti dall’Associazione archeologica di cui l’autore fa parte.

Il Sindaco della città David Grillini è intervenuto in apertura della manifestazione evidenziando il lungo lavoro di ricerca storiografica, di studio sulle fonti, sui documenti scritti e materiali portata avanti dallo scrittore, esso restituisce quell’importanza storica che la città ebbe nei secoli e che il tempo ne ha fatto perdere le tracce; il libro ne restituisce la memoria mettendola a disposizione di tutti. Presente alla conferenza Vincenzo Moroni vice direttore nazionale dei gruppi archeologici d'Italia che ha ribadito il valore della pubblicazione nel suo valore storiografico, il paese di Cerreto d’Esi riacquista quella posizione importante che ebbe nelle varie epoche, descritto nelle sue peculiarità geografiche ed antropiche. Moroni vede nello scritto anche un grande traguardo del GAAVE cerretese, un’ennesima testimonianza di come il gruppo archeologico lavori da anni con entusiasmo e motivazione, tanto da avere avuto prestigiosi premi regionali e nazionali, candidato anche per questo anno a riceverne altri.

L’autore Antonio Ciarabalà ha poi spiegato la struttura della pubblicazione, i vari capitoli, le tematiche storiche riferibili all’evoluzione del tempo e dei suoi cambiamenti; ha raccontato come il libro sia il frutto di anni di ricerca appassionata, dove hanno confluito il forte richiamo della storia e l’amore per il suo paese. Ha concluso l’incontro la relazione della Prof.ssa Lina Menichelli che con una presentazione multimediale ha illustrato un quadro storico dell’Italia e delle Marche fra Medioevo e Età Moderna: un mosaico di terre contese fra signorie e comuni, spesso in lotta fra loro. Ha ricostruito l’evoluzione di Cerreto d’Esi dall’inizio del Basso Medioevo fino all’Unità d’Italia; terra combattuta fra signorie vicine; Ottoni, Chiavelli, Varano, hanno segnato la storia del Castrum Cerreti. Personaggi locali ebbero il coraggio contrastare il governo tirannico di alcuni di loro e di sancire altre alleanze per cambiare le sorti della popolazione.

Dal Medioevo all’età Moderna, il paese che vede l’alternanza di signorie importanti che fecero il Rinascimento delle Marche, Chiavelli e Da Varano che tennero il governo di Cerreto fino alla consegna definitiva allo Stato Pontificio nella metà del 1500. La Prof.ssa Menichelli ha focalizzato poi le figure di personaggi importanti che si sono susseguiti nei secoli a venire, come Padre Stanislao Melchiorri, le cui pubblicazioni hanno fatto importante la letteratura agiografica dell’ordine dell’Osservanza. Giuseppina Vitali, altro personaggio rilevante cerretese, famosissima cantante lirica del 1800, scelta da Rossini e da Verdi, personaggio cosmopolita, ha calcato i più importanti teatri d’Opera d’Europa, fino al Teatro Reale del Cairo, per la cui inaugurazione Verdi allestì il Rigoletto e volle la Vitali come soprano.

La presentazione del libro “Castrum Cerreti” ha dato modo di offrire uno quadro storico, non solo della città coinvolta, ma di tutto il territorio limitrofo, con i richiami alla storia italica e regionale. Un incontro che ha riscosso un grande successo di pubblico, la sala dello Stemma colma di spettatori, sia cerretesi che provenienti da luoghi limitrofi, hanno dato prova di come la storia sia oggetto di interesse, non solo perché offre conoscenza, ma anche perché esalta il valore dei ricchissimi luoghi delle nostre origini.


   

da Organizzatori





Questo è un articolo pubblicato il 22-12-2022 alle 12:25 sul giornale del 23 dicembre 2022 - 2292 letture

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