Da Camerino a Milano con un omaggio speciale ai Liftiba per l'ultimo concerto (foto)

5' di lettura 24/12/2022 - Aveva programmato un Natale speciale insieme alla compagna ed è riuscito a centrare entrambi gli obiettivi prefissati, ovvero, quello di assistere ad Assago (Milano) all’ultimo concerto dei Litfiba come fan e quello di consegnare ai due leader e cofondatori del gruppo (Ghigo Renzulli e Piero Pelù) due opere pittoriche realizzate dallo stesso e dedicate ai due artisti. Questo in sintesi il weekend natalizio del camerte Stefano Maraviglia e della sua compagna Raffaella Mosca, che si sono regalati un Natale speciale.

"Un Natale molto speciale, - dice Stefano Maraviglia - soprattutto perché l'ho condiviso con la mia compagna, in una data storica per la band che ha segnato il mio profilo musicale e spesso, anche quello artistico".

Come quando è iniziata questa trasferta indimenticabile, al seguito della band preferita?
"L'idea di presenziare l'ultimo concerto ufficiale dei Litfiba - racconta Stefano - è nata una sera a cena, quando la mia compagna in difficoltà su cosa regalarmi per il Natale ormai prossimo, mi ha proposto una soluzione in grado di soddisfare entrambi. Acquistare due biglietti per l'evento di Assago, bissando così il live di Padova ad Aprile, al quale avevamo già assistito. La nostra passione per la band fiorentina è ormai trentennale ed averli conosciuti in hotel proprio in occasione della data veneta, ci ha stimolati enormemente".

Com’è avvenuto quel primo incontro ravvicinato con Litfiba?
“Ci trovavamo nella sala colazioni della struttura da noi prenotata per pernottare, quando ci siamo accorti di essere seduti di fianco alla band quasi al completo (mancava Pelù ndr). Giusto il tempo di pensare al tipo di approccio da avere e, rotti gli indugi, ci siamo presentati, scambiati saluti e complimenti, oltre a qualche foto immancabile. L'umiltà e la grande disponibilità palesate dai componenti dei Litfiba, in particolare da Ghigo, ci ha colpiti, tanto da lasciarci il forte desiderio di rivivere quelle emozioni. Quale migliore occasione, se non l'ultima apparizione ufficiale?”

Allora possiamo dire che tutto è iniziato a Padova per proseguire fino ad Assago?
"In effetti è così, infatti, dopo quel famoso aprile, iniziai a cercare, fino a trovarlo, un contatto con Renzulli tramite i social. Messaggi non solo di stima, ma anche consigli sul come approcciarmi al mondo della chitarra elettrica, mia grande passione mai approfondita finora. Il suo indirizzarmi e quel tono sempre amichevole, ci hanno portati ad instaurare un rapporto di fiducia reciproca. Questo confronto diretto è culminato con l'ammissione da parte del chitarrista, riguardo alla location dove avrebbe alloggiato la band, la stessa prenotata qualche giorno prima da noi".

Raccontaci com’è andata…
"Ghigo in maniera molto schietta mi ha detto che avremmo avuto lo stesso hotel e probabilmente ci saremmo rivisti. Inutile dire quanto la notizia ci avesse resi felici. Solo una volta giunti nella struttura abbiamo scoperto di condividere con i Litfiba anche lo stesso piano".

Cosa esprime la tua opera?
"Su una base di stucco accuratamente lavorato ho rappresentato in rilievo le sei corde di una chitarra e, inciso una mano che le accarezza, coperta dai colori della bandiera italiana, perché Ghigo è un'eccellenza tutta italiana. Si intravedono più dita perché ho voluto raffigurare una mano in movimento. Il gioco di colori e forme danno la sensazione che ci sia del dinamismo sulla tela. Lui colpito dal genio e follia applicati alla tela ha molto apprezzato ogni dettaglio e per me è stato il conseguimento di un risultato importante a livello personale".

E il quadro di Pelù?
"Come per Ghigo, base di stucco, ma stavolta ho inciso dei graffi trasversali in entrambi i versi, poi con acrilico spugnato, ho realizzato un tricolore dal riflesso perlato. Il titolo dell'opera è I graffi di Piero, perché lui con il suo carisma è sempre molto incisivo nel fare musica e dare una forte identità Italiana".

Che emozione hai provato al momento della consegna?
"Terminata la colazione, momento nel quale abbiamo avuto la possibilità di salutare gli altri Litfiba complimentandoci con loro, insieme a Raffaella ci siamo seduti nella hall, poi è arrivato Renzulli che si è intrattenuto con noi. Un rapido scambio di battute sul concerto, poi, l'ho informato della mia promessa mantenuta. La sua accompagnatrice ha avuto la premura di farsi consegnare il pacchetto che era in custodia presso la reception e lui, un po' sorpreso, un po' curioso, lo ha voluto scartare e visionare in nostra presenza. Vedere la sua reazione assolutamente sincera e spontanea, è stato per me un grande onore, poi spiegargli cosa ho voluto rappresentare con quell'opera astratta è stato un grande piacere".

Dell’ultimo concerto cosa vi rimarrà?
"E' stata una full immersion di emozioni, pochi piagnistei, pochi riferimenti alla fine di una carriera, ma tanto tanto rock. Personalmente ho apprezzato questo profilo alto tenuto dalla band e confermatomi da Renzulli che ha sottolineato la degna fine di un lungo percorso. Suonano ancora da Dio e tengono il palco come pochi altri. Posso dire che sono mancati alcuni pezzi ai quali sono fortemente affezionato, ma comprendo quanto complicato sia stilare una scaletta in grado di soddisfare tutti, selezionando solo alcuni brani di un'intera discografia e con essi, ripercorrere tutte le epoche della band".








Questo è un articolo pubblicato il 24-12-2022 alle 19:38 sul giornale del 27 dicembre 2022 - 1774 letture

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