Scuole, PD Camerino: "Fallito il piano della destra provinciale di Parcaroli"

4' di lettura 31/12/2022 - Soddisfazione e un sospiro di sollievo arrivano da molti, Partito Democratico locale compreso, per la scelta di non procedere con l’accorpamento dell’Itcg Antinori e l’Ipsia Pocognoni arrivata nei giorni scorsi. Dei fatti però emergono dalle vicende susseguitesi nelle passate settimane.

La Regione ha respinto per il prossimo anno scolastico la proposta della provincia di accorpare “Antinori” e “Pocognoni” trasferendone la sede della dirigenza a Matelica. Questa proposta era infatti stata lanciata dal presidente Parcaroli e dalla sua amministrazione dopo un avvicendarsi di riunioni di sindaci e del Cal nonché di passaggi in consiglio provinciale che a tutt’oggi risultano poco chiari. A partire dai pareri discordanti, in larga parte contrari, emersi in questi incontri fino ad arrivare alla proposta finale che invece confermava l’intenzione dell’accorpamento, in barba alle opinioni dei rappresentanti sentiti, ne risulta principalmente l’ottusità burocratica e amministrativa del presidente Parcaroli, del consigliere Laura Sestili, che ha delega alla programmazione della rete scolastica, e della maggioranza politica che li regge.

Nel produrre l’atto della proposta destinato alla Regione questi amministratori si sono messi volontariamente i paraocchi non prendendo minimamente in considerazione persino una legge che impediva il loro piano, che è la deliberazione regionale 39 dello scorso ottobre la quale impedisce di fatto i ridimensionamenti scolastici nelle zone colpite dal sisma del 2016. La necessità di proporre il distaccamento dell’Istituto “Rosa” di San Severino e l’accorpamento degli istituti già citati per darne la presidenza a Matelica ormai è chiaro sia nata solamente da favori elettorali dovuti a gruppi locali di questi territori. Parcaroli e la Lega, che ha altri esponenti in provincia, hanno preso la scelta di non fare il bene dei cittadini, delle comunità locali, dell’entroterra e soprattutto erano pronti a prendere una scelta che andava contro i giovani alunni, la loro istruzione, la loro formazione e contro anche il personale scolastico che sarebbe stato tagliato e messo in condizioni più difficili in cui lavorare, come hanno fatto presente sindacati come Confsal Marche e la sua federazione regionale dello Snals.

La destra provinciale guidata da Lega e presidente hanno invece preso la decisione di restituire favori elettorali del recente passato per semplici tornaconti. Il loro piano è però fallito. Gli alunni e i territori delle aree interne sono stati tutelati. Gli elettori e chi ha sostenuto localmente la Lega si staranno probabilmente ricredendo. Queste scuole fortunatamente continueranno ad esistere bene così come sono. C’è da ringraziare ancora una volta la persona del preside Francesco Rosati, che continua imperterrito a lottare per il bene degli studenti e delle scuole del territorio.

Un ringraziamento particolare per l’esito della vicenda va poi al consigliere regionale Romano Carancini che, allertato dal segretario di circolo del Partito, ha seguito momentaneamente la questione in commissione regionale all’istruzione per il suo gruppo, dando parere negativo prima della delibera di giunta, e che ha interloquito con l’assessore regionale all’istruzione per far sì che arrivasse la contrarietà della popolazione camerte e di tutta quella colpita dal terremoto. La questione è sicuramente destinata ad evolvere in futuro, soprattutto per via della prossima riforma del sistema di dimensionamento della rete scolastica nazionale dove si parla di istituti con 900 o 1000 studenti e che dovrebbe prendere il via con l’anno scolastico 2024-25. Su questo si sta muovendo bene e con incessante lavoro l’onorevole Irene Manzi in VII commissione istruzione alla Camera dei deputati, che sta ponendo particolare attenzione alla questione dei numeri e delle scuole nelle aree interne e montane, per garantirgli particolari deroghe, adatte ad ogni caso e sempre per il bene degli alunni.

Arrivati a questo esito sembra ormai opportuno chiedersi come possa continuare così la giunta Parcaroli nella nostra provincia, quando viene smentita o contraddetta anche dalla Regione dove governa una maggioranza che arride alla propria e quando pone un serio problema di equilibri politici, accordi e capacità alla stessa giunta regionale. Come può, inoltre, un amministratore vantatosi della provenienza dal territorio camerte cercare di depotenziarlo ancora di più? Come continuare ad essere per Parcaroli un sindaco in difficoltà e un presidente di provincia bocciato?

L’amministrazione comunale di Camerino dal canto suo ha scelto giustamente di votare unanimemente una mozione contro la proposta provinciale ed ora di portare comunque avanti il ricorso al Tar sulla stessa. C’è da sottolineare però che il gruppo provinciale di Parcaroli è stato votato e sostenuto dagli stessi che oggi siedono in amministrazione comunale, ponendo un serio dubbio politico e di capacità di giudizio, non ci si può più nascondere davanti a ciò. Bisogna rispondere delle proprie scelte. La Lega e la destra provinciale sono in piena difficoltà e annaspano. Speriamo il 2023 porti consiglio e pace a tutti. Un augurio di buon anno va in primis a tutti i cittadini e ai territori che vivono il dramma del sisma.


   

da Partito Democratico
Camerino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-12-2022 alle 19:00 sul giornale del 02 gennaio 2023 - 918 letture

In questo articolo si parla di politica, camerino, comunicato stampa

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