Rigopiano tra ricordi e giustizia, Tanda: "Il giudice confermi i 151 anni senza sconti". Ferretti: "Si giunga a una sentenza giusta"

3' di lettura 19/01/2023 - E’ iniziato ieri al tribunale di Pescara, con la prima terzina di udienze, il processo per la tragedia di Rigopiano del 18 gennaio 2017 dove persero la vita 29 persone e 11 riuscirono a salvarsi, dopo che l’omonimo hotel fu travolto da una valanga di neve seguita a diverse scosse di terremoto quando era in corso una bufera di neve.

Ieri è stato anche il giorno del ricordo di quella disgrazia, con la classica commemorazione sul piazzale dell’hotel che si è svolta invece a Farindola, dove i famigliari delle vittime, uniti in ogni tappa e momento legati a quella tragica vicenda che ha scosso non solo l’Abruzzo ma l’Italia intera, sono arrivati con il "pullman dei ricordi" per commemorarli.

Tra le vittime marchigiane di quella tragedia ci sono anche il receptionist dell’hotel Emanuele Bonifazi di Pioraco e il pilota di aerei di linea Marco Tanda 25 anni di Castelraimondo, che era in vacanza. Per tutti i famigliari dei 29 angeli deceduti, in questi giorni si vivono emozioni diverse tra processo dove chiedono compatti giustizie e verità sulle cause della tempistica per i mancati soccorsi, ma anche per quei ricordi che non saranno mai cancellati. “Non è cambiato nulla – dice Gianluca Tanda (nella foto) presidente del Comitato Vittime di Rigopiano e fratello maggiore del 25enne pilota di aerei Marco – un misto di sentimenti e di domande che ti poni da sei anni. I sentimenti sono quelli della rabbia, al dolore. Siamo stati brevi ieri a dividere i sentimenti negativi che ci pervadevano al mattino in aula al processo, con quelli nobili, di amore nel pomeriggio nel ricordare i nostri cari”.

Dal processo cosa vi attendete? “Siamo agli inizi di questi primi tre giorni e già da ieri - aggiunge Gianluca Tanda - ci stavamo preparando per sentire le voci degli avvocati della difesa che cercano a tutti i costi di preservare gli imputati e questa è già stata una sensazione di rabbia. Ci aspettiamo che il giudice confermi questi 151 anni senza sconti, perché per noi manca anche qualcosa, però va bene così. L’impianto accusatorio era quello. Altre valutazioni non ne hanno fatte. I Pm hanno chiesto il massimo che potevano ottenere, no chiedere, perché a nostro avviso c’era un pochino di più da chiedere”.

“Ieri è stata una ricorrenza particolare, per l'udienza in corso e per il tempo che quest'anno non ci ha permesso di salire a Rigopiano – dice Paola Ferretti, la mamma di Emanuele Bonifazi (il 31enne receptionist che lavorava nell’hotel travolto) presente col marito Egidio – e onestamente questo diniego, per quanto doloroso, lo abbiamo accettato e considerato giusto, perché come sosteniamo da 6 anni, le disgrazie vanno prevenute ed evitate. Certo, vedere oggi due spazzaneve circolare in zona fa arrabbiare e tanto, perché 6 anni fa i nostri angeli hanno disperatamente chiesto aiuto, ma nessuno li ha ascoltati. Abbiamo comunque pregato e ricordato tutti le vittime di Rigopiano, con l'amore e il calore che mai finirà. Sono trascorsi 6 anni, ma il dolore e la loro mancanza sono sempre insopportabili. Asciugate le lacrime, si tornerà in tribunale in attesa e con la speranza che si giunga ad una sentenza giusta, per dare pace ai 29 angeli di Rigopiano e un po' di serenità a noi familiari”.

Il processo in questa prima triade di giornate che si chiuderà domani, prevede le arringhe degli avvocati che assistono gli imputati, poi proseguirà nei giorni 25, 26 e 27 gennaio, quindi il 15, 16 e 17 febbraio quando è attesa la sentenza.








Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2023 alle 12:22 sul giornale del 20 gennaio 2023 - 790 letture

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