La delusione del Camerino dopo la sconfitta con l'Appignanese, il presidente Falzetti guarda al futuro: "Se non ci saranno le condizioni mi farò da parte"

5' di lettura 29/05/2023 - Non nasconde la delusione dopo la sconfitta nella finale play-off di girone il presidente del Camerino Ivano Falzetti, autore della rivoluzione pre-campionato che ha dato uno slancio anche oltre previsione ad una squadra che non era pronosticata tra le favorite per la vittoria, come poi si è a lungo verificato.

L’amaro epilogo (comprensibile) di una stagione comunque da incorniciare per tanti motivi, è arrivato con la sconfitta di misura per 1-0 contro l’Appignanese ed ancora sul neutro di San Severino Marche, scelta stabilità con Lega e Prefettura ancora per motivi di ordine pubblico. Gara decisa allo scadere dei supplementari da una punizione-cross beffarda di Edoardo Gagliardini. Ancora pochi istanti e al Camerino sarebbe bastato lo 0-0 per raggiungere nella fase successiva l’Azzurra SBT che ha battuto la Cuprense 3-0 nella finale del girone D. Azzurra SBT (San Benedetto del Tronto) dove milita il giovane portiere Emanuele Amici (classe 2004 e osservato speciale da diverse società), assente per infortunio, figlio del camerte ed ex portiere del Camerino Angelo Amici.

Nel Camerino si riflette anche per il fatto di non aver saputo approfittare della superiorità numerica ed una volta smaltita la delusione, si comincia già a guardare al futuro. Fra un mese (il 30 giugno) scadrà il mandato del neo presidente Ivano Falzetti, che per proseguire nell’avventura detta però alcune condizioni precise, dopo lo sfogo per questa sconfitta arrivata proprio in fondo.

Che partita è stata l’ultima della stagione?
“Non è stata una bella partita, anzi, è stata noiosa, senza occasioni di rilievo e decisa da un errore in fase difensiva nostro. Sicuramente un po’ di stanchezza ha inciso sull’errore che ha portato alla punizione, in quanto in quei casi la palla deve essere allontanate senza troppi complimenti e perché l’Appignano non è sembrato pericoloso, nemmeno quando erano in 11”.

C’è stato forse un approccio sbagliato, con troppa tensione alla vigilia di questo spareggio da parte del Camerino, che sentiva troppo la responsabilità per la posizione raggiunta?
“La tensione è iniziata da lontano e dai cambi di campo, con la richiesta forzata dell’Elpidiense Cascinare di non venire a giocare a Camerino su, nostro campo sintetico dove noi ci alleniamo e giochiamo ed ha creato un caso. L’Appignano ha fatto uguale mandando una nota alla Prefettura di non giocare a Camerino (cosa accaduta senza problemi in campionato) e sempre per motivi di sicurezza. Questo porta un po’ di tensione. Io mi chiedo allora se tutti i campi di categoria sono omologati per la capienza legata ai motivi di sicurezza. Questa è la tensione che si è percepita, perché un conto è preparare un match sul proprio campo e si trova poi a vedersi spostare la partita. Alternative vicine non ce ne sono, se non San Severino e siamo tornati lì. E’ una tensione che comunque da fastidio, perché non è il mio modo di pensare, ragionare e vedere il calcio”.

Pensare ad inizio stagione che il Camerino potesse arrivare a questo punto e disputare il campionato che ha fatto era impensabile ed è comunque un grande traguardo?
“Sono punti di vista, in questo momento io ero sicuro al 99% che avremo portato a casa almeno questa partita con l’Appignano, che nei precedenti si è dimostrata alla nostra portata. Nei nomi forse l’Appignano era probabilmente più titolato, ma per quanto espresso dal Camerino quest’anno è stato di ottimo livello con i molti giovani rivalutati dal mister e dalla società, mentre per alcuni dei giocatori più eccellenti del Camerino, un po’ di delusione c’è, soprattutto nella seconda parte del campionato, dove le aspettative erano più alte”.

Ormai la stagione è alle spalle, il Camerino è andato comunque oltre sognando a lungo pur non essendo stato attrezzato per vincere. SI adeguerà per riuscirci la prossima stagione?
“Come ho detto fin da subito, io sono subentrato al presidente di prima Pupilli il 17 settembre, in seguito al fatto che il direttivo mi ha nominato per risanare la situazione, non solo economica ma anche di riorganizzazione e poi soprattutto a livello di idee, trovando le mie idee più vincenti rispetto a quelle passate. Ho riunito il direttivo e abbiamo convocato tutti i soci per giovedì prossimo. Sicuramente, rispetto a tutti gli altri presidenti passati, io mi dimetterò come da statuto il 30 giugno e mi ricandiderò di nuovo, se ci sono alcune condizioni importanti. Queste riguardano, prima di tutto la gestione degli impianti, in quanto senza non si può fare calcio; l'altra è di rifondare a Camerino tutto il settore giovanile, mentre la terza condizione è quella di allargare il direttivo con persone competenti che possono dare il loro contributo e migliorare il calcio a Camerino. Quando parlo di migliorare il calcio a Camerino, non mi limito alla squadra di Prima Categoria, ma l’idea è di formare una Terza Categoria, di dare spazio ai nostri ragazzi (di tutto il territorio) e di poter così crescere la prima squadra e arrivare a categorie superiori. Per vincere ci vogliono i giocatori di categoria e per questo ci vogliono gli sponsor e che lo stesso creda in questo progetto, che è principalmente sociale, ma di territorio. Perché il nostro motto, che sarà rappresentato sulle prossime maglie è “Piccola città, grande sogno”, un sogno per rivalutare anche un territorio che è un po’ stanco di questo modello, che tante volte mi viene da definire parassitario”.

Mister Tiburzi resterà?
“Prima di tutto, preciso che se non ci saranno le condizioni appena elencate, sarò il primo a farmi da parte, altrimenti fino a quando ci sarò io non penso ci siano problemi, perché è l’allenatore ideale e che mi piace avere, perché rappresenta grinta, passione, onestà e carattere, quindi mi rappresenta pienamente e non ho alcun dubbio. L’unica cosa che dovrà avere è una rosa un po’ più ampia e far giocare più giocatori. In questo caso alcuni giocatori che erano in rosa non erano all’altezza del campionato, ma erano rimasti lì e comunque hanno dato il massimo”.








Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2023 alle 19:40 sul giornale del 30 maggio 2023 - 3636 letture

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