Tentato omicidio e stalking nei confronti di una commerciante di Camerino, la Cassazione respinge il ricorso contro la condanna

2' di lettura 22/06/2023 - La prima sezione della Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente (dopo tre tentativi nei diversi gradi) il ricorso della difesa sulla condanna di Luca Vincenzo Di Luca (residente a Montesilvano – PE), accusato di tentato omicidio e stalking nei confronti di una commerciante di frutta e verdura di Camerino, con la quale diversi anni prima aveva avuto una relazione.

Al momento dell’accaduto l’imputato era già sotto misure restrittive che gli limitavano di avvicinarsi alla donna, verso la quale, già in passato, si era comportato in modo minaccioso e aggressivo nei presi del negozio della stessa. L’ultimo di questi episodi, il più pericoloso e che lo ha portato ad avere una condanna pesante, si era consumato il 7 maggio del 2019 al Sottocorte Village, dove i commercianti di Camerino si erano trasferiti a causa dei gravi danni subiti dal terremoto nel centro storico.

In quest’ultima occasione, Di Luca - oggi 60enne - aveva minacciato e tentato di aggredire la donna con un coltello, ma lei è riuscita a chiudersi nel bagno del locale. Inoltre l’aggressore aveva anche ferito ad un braccio una commessa, che aveva cercato di difendere la titolare. Quindi, all’arrivo dei Carabinieri, subito allertati ed arrivati sul posto dalla vicinissima e provvisoria caserma, l’uomo si è rivolto, armato di coltello, contro di loro, minacciando uno dei militari senza riuscire a ferirlo, quindi veniva bloccato e tratto in arresto.

All’udienza di primo grado al Tribunale di Macerata, dove la donna si è costituita parte civile con l’avvocato camerte Luca Belardinelli del foro di Macerata, Di Luca era stato processato con rito abbreviato e condannato ad 8 anni di reclusione, nonché il successivo ricovero in REMS (residenza con misure di sicurezza e cure per coloro che hanno problemi mentali) per almeno 1 anno. Successivamente la difesa dell’imputato era ricorsa in Appello e la Corte di Appello di Ancona rideterminava la pena in anni 7 e mesi 3 di reclusione.

Oggi la Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Pertanto l’imputato resta in carcere, per scontare la pena definitiva.








Questo è un articolo pubblicato il 22-06-2023 alle 10:21 sul giornale del 23 giugno 2023 - 2662 letture

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