Papa Francesco riceve i rappresentati delle popolazioni terremotate: "Dalle macerie possa nascere qualcosa di nuovo"

9' di lettura 24/11/2023 - Tra il 24 agosto 2016 e il gennaio del 2017 il Centro Italia è stato profondamente ferito da una importante sequenza sismica. Le aree più duramente colpite sono l’alta Valle del Tronto, la zona dei Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, dove sono avvenute le scosse del 26 e del 30 ottobre 2016. La sequenza sismica ha causato la morte di 299 persone e 41mila sfollati; il danno complessivo è stato stimato in circa 28 miliardi di euro. Papa Francesco ha ricevuto in udienza i rappresentanti delle popolazioni colpite dal sisma del 2016-2017 e ha pronunciato questo discorso che riportiamo in forma integrale.

“Cari fratelli e sorelle, buongiorno - ha esordito Papa Francesco - Vi accolgo in questo vostro pellegrinaggio a Roma. Saluto il Cardinale, i Vescovi e le numerose Autorità civili, locali e statali, e do il mio benvenuto a tutti. Venite dalla zona d’Italia segnata dalle ferite del terremoto che, tra il 24 agosto 2016 e il gennaio 2017, ha seminato morte e distruzione, lasciando dietro di sé tante ferite nelle persone e nelle famiglie, distruggendo centri produttivi, abitazioni e monumenti artistici e mettendo in ginocchio l’economia dei vostri territori in vari settori. Quella del terremoto è un’esperienza devastante, sia fisicamente che moralmente, perché fa crollare in pochissimo tempo ciò per cui si è lavorato per generazioni, e fa sentire fragili e impotenti: è l’esperienza di ognuno di voi. Eppure noi oggi, mentre ricordiamo con dolore la tragedia e le vittime, ai cui parenti voglio rinnovare la mia vicinanza, possiamo, grazie alla vostra perseveranza e lungimiranza, parlare anche di significativi passi avanti nella ricostruzione. In questi anni avete dimostrato che lo spirito di collaborazione può vincere ostacoli e incertezze, costituendovi «in un “noi” che abita la Casa comune» (Lett. enc. Fratelli tutti, 17), perché dalle macerie possa nascere qualcosa di nuovo. Avete saputo cogliere l’opportunità per un nuovo inizio, specialmente con il programma di rigenerazione socio-economica Next Appennino, proponendo tre attenzioni molto importanti: alla sostenibilità, alla natura e agli attuali mutamenti climatici. Fermiamoci un momento proprio su queste. Attenzione alla sostenibilità. «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la […] ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale» (Lett. enc. Laudato si’, 13). In quest’ottica adottare criteri adeguati di sostenibilità è un atto importante di giustizia e di carità, perché mira a soddisfare i bisogni senza compromettere la sicurezza e la sopravvivenza di chi ci sta attorno e di chi verrà dopo di noi. È confortante vedere come avete saputo impostare la ricostruzione sulla eliminazione degli sprechi, sulla valorizzazione e l’equa distribuzione delle risorse, sulla tutela dei più fragili e sull’abbattimento delle barriere architettoniche".

“Così, a fronte di una «smisurata e disordinata crescita di molte città che sono diventate invivibili» (ivi, 44) per inquinamento, caos, isolamento, emarginazione e solitudine, specialmente per gli anziani e i soggetti deboli, mirate a modelli urbani in cui sia «desiderabile vivere» (ivi, 143), integrando le esigenze legate alla crescita economica e allo sviluppo tecnico con quelle di una buona qualità di vita, personale e comunitaria - prosegue Papa Francesco - Significa rimettere la persona al centro della città: la persona al centro della città. È questa la via da seguire sempre: la persona. È la via che potrà aiutare anche ad affrontare le crisi dello spopolamento e della decrescita demografica, offrendo la possibilità di vivere in ambienti ricchi di tutto ciò che i padri hanno lasciato, accresciuto e impreziosito da una gestione sapiente per la comunità; il tutto, sempre con la massima attenzione a vigilare sulla legalità degli appalti e delle procedure, e sulla sicurezza nel lavoro. Lo spopolamento è un problema-chiave. In Italia non si fanno figli, ed è grave. Abbiamo una età media di 46 anni. Sembra che le famiglie preferiscano avere dei cagnolini o dei gatti e non dei figli: è la “cultura veterinaria”. Stiamo attenti a questo. È questa l’eredità che lasciamo? Veniamo al secondo punto: attenzione alla natura. Le regioni da cui venite sono tra le più belle d’Italia e del mondo, conosciute anche a livello internazionale per il fascino dei paesaggi e per la presenza di antichi borghi e cittadine incastonati come piccole gemme lungo le pendici dei monti, sui colli e nelle valli. È un modello di armonia tra l’opera di Dio e quella dell’uomo. Costruire con attenzione all’ambiente, tutelandone la bellezza e la salute, promuovendo «una cultura della vita condivisa e del rispetto per quanto ci circonda» (Laudato si’, 213), aiuta infatti a «vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio» (ivi, 217), ed è questa la nostra missione. Infatti, comportamenti volti a non deturpare il paesaggio con costruzioni eccessivamente invasive e antiestetiche, a non inquinare l’ambiente, a non alterare gli habitat delle altre specie animali e vegetali, a «ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, […] piantare alberi», tutto questo «fa parte di una creatività generosa e dignitosa, che mostra il meglio dell’essere umano» (ivi, 211)”.

"Vi incoraggio nel vostro proposito di fare della ricostruzione un’opportunità anche in questo senso: per rimediare agli errori del passato e impostare in modo diverso i piani di crescita per il futuro. È un’urgenza, credo, per tutta l’Italia - spiega ancora Papa Francesco - Accanto all’impegno per la natalità, quello per la sicurezza idrogeologica rappresenta un bisogno vitale, reso ancora più necessario dall’accelerazione dei cambiamenti climatici. Entrambi i fronti sono lungimiranti, essenziali per l’oggi e per il domani. Ecco dunque l’ultimo punto: attenzione ai cambiamenti climatici. «Non c’è dubbio che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti» (Esort. ap. Laudate Deum, 2). Perciò, è importante da una parte applicare tutti gli accorgimenti necessari per fermare la deriva in corso e dall’altra, preso atto dei cambiamenti già avvenuti, provvedere a farvi fronte, a livello sia globale sia locale. Si tratta, ad esempio, di porre maggiore cura nella pulizia dei boschi e degli alvei di fiumi e torrenti; di ridurre e scoraggiare la cementificazione del territorio; di introdurre nuovi tipi di colture e di specie da allevamento in ambito agricolo, con investimenti appropriati per gli anni a venire. Anche qui è questione di uno sguardo aperto, attento agli altri e a chi verrà dopo di noi; non bisogna lasciarsi scoraggiare dalle critiche o dai malcontenti. Cari amici, sono solidale con la vostra fatica e con le vostre preoccupazioni. Sono vicino a quanti soffrono per la perdita di persone della famiglia e di mezzi di sussistenza. La via della ricostruzione post-sismica è lunga e certamente non facile, e io apprezzo tanto il fatto che lo spirito con cui voi la affrontate è buono, che l’animo è determinato e che le idee sono chiare. Grazie. Vi auguro buon cammino, la Madonna vi accompagni”.

Presente anche il Commissario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli: “Quella di oggi è stata una giornata davvero speciale, di forte spiritualità che ha dato ulteriore linfa all’unità e alla coesione che lega la grande comunità dell’Appennino centrale, oggi riunita in udienza con Sua Santità Papa Francesco - ha dichiarato - Questa esperienza, che porterò sempre con me, ha reso palese il senso di quel ‘metodo sinodale’, che significa ‘camminare insieme’, attraverso il quale dobbiamo compiere l’opera di ricostruzione e di riparazione dell’Appennino centrale. Dopo undici mesi da Commissario i dati parlano finalmente di un cambio di passo. Vedere riuniti insieme tutti i livelli degli enti locali, dai Presidenti delle quattro Regioni del sisma ai 138 Sindaci del cratere, i Vescovi delle nostre diocesi, i Prefetti, i Rettori e i rappresentanti delle professionalità tecniche che contribuiscono alla grande opera alla quale siamo chiamati, restituisce il modo evidente il senso del ‘camminare insieme’ verso un futuro di nuova speranza e di sviluppo per le nostre comunità”.

“Il Santo Padre ha rivolto parole di vicinanza e di sostegno nei confronti delle nostre comunità, verso le quali, sin dal 2016, ha manifestato grande vicinanza ed empatia. Nel suo intervento Papa Francesco ha toccato temi decisivi, che riguardano molto da vicino il lavoro che quotidianamente svolgiamo. In particolare - aggiunge Castelli -, quello legato alla sostenibilità ambientale, che è strettamente connessa con la ricostruzione nel cratere, che si sviluppa attraverso il rinnovo del nostro patrimonio edilizio. Non a caso anche noi, così come Papa Francesco, saremo alla Cop 28 a Dubai dove la Struttura commissariale presenterà il suo modello di ricostruzione: una buona prassi che prevede di affrontare e gestire l’avanzare della crisi climatica favorendo la presenza dell’uomo e il ripopolamento di questi territori. Il contrasto alla crisi demografica, che da tempo affligge l’Appennino centrale, e il contrasto alla crisi climatica sono due facce della stessa medaglia. Particolarmente rilevante è il fatto che il Sommo Pontefice ha fatto riferimento al Programma NextAppennino, la strategia tesa ad accompagnare il rilancio economico e sociale alla ricostruzione materiale. Le persone che voglio restare, o venire a vivere in queste terre, devono beneficiare di adeguati servizi, opportunità di lavoro e condividere un ambiente comunitario. Attraverso NextAppennino è proprio ciò che stiamo facendo. Il carattere ‘comunitario’ che abbiamo dato a questa ricostruzione è davvero il tratto distintivo che è alla base del cambio di passo che abbiamo impresso alla ricostruzione. Poter ascoltare insieme le esortazioni e le parole di sostegno di Papa Francesco - conclude il Commissario - ci fa tornare a casa arricchiti nello spirito e ancora più di desiderosi di compiere il nostro dovere fino in fondo, senza risparmiarci mai”.


   

da Diocesi di Fabriano-Matelica







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2023 alle 15:55 sul giornale del 25 novembre 2023 - 288 letture

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