L'opportunità delle Cer nelle zone del sisma, Castelli: "Una leva strategica per combattere lo spopolamento"

guido castelli 3' di lettura 29/02/2024 - La recente approvazione del Regolamento operativo del Decreto CER n. 414/23 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica conferma la sensibilità nei confronti delle aree colpite dal sisma 2009 e 2016, destinatarie delle risorse del Piano nazionale complementare al Pnrr anche sul capitolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Grazie alla forte collaborazione con il MASE e al confronto tecnico dei rispettivi uffici, il Regolamento operativo ha accolto le richieste della Struttura commissariale. Per chi volesse beneficiare della tariffa incentivante per la valorizzazione dell’energia elettrica autoconsumata rendendo la CER ancora più sostenibile dal punto di vista economico, gli enti beneficiari del contributo del bando CER per le aree colpite dal sisma 2009 e 2016 possono farlo accettando il contributo del 40% e mantenendo i prezzari regionali indicati per la realizzazione di impianti CER.

Inoltre, i contributi in conto capitale relativi ai progetti possono essere erogati a copertura di tutte le spese connesse alla progettazione, alla realizzazione dei progetti e alle attività di costituzione e gestione dei raggruppamenti per la condivisione dell’energia, ad esclusione delle spese sostenute o da sostenere da parte dei soggetti beneficiari per l’acquisto o l’esproprio degli immobili ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 327 dell’8 giugno 2001. “Le opportunità concesse ai progetti per le CER sviluppati nelle aree del sisma consentono di sviluppare politiche volte alla sostenibilità ambientale ed energetica. Ciò sarà possibile - commenta il Commissario Straordinario al sisma 2016 Guido Castelli - attraverso l’elaborazione di un modello di Partenariato Pubblico Privato che facendo leva sulle risorse economiche pubbliche e sfruttando le competenze, l’esperienza e il finanziamento degli operatori economici privati, svilupperà progetti nel settore delle CER basate sugli input delle amministrazioni territoriali. Questo approccio è stato oggetto di riconoscimento anche a Dubai, in occasione della Cop28, dove, grazie al sostegno del MASE, è stato possibile illustrare il nostro modello di ricostruzione, individuato come buona pratica. Il cratere si dimostra ancora una volta un laboratorio di confronto e di sviluppo di buone pratiche, e un luogo di sperimentazione che il Governo riconosce e sostiene, anche con questo decreto del MASE”.

Al Bando CER avviato con i fondi del PNC Sisma 2009-2016, sono pervenuti oltre 140 progetti, per un totale di oltre 400 milioni di euro di contributi richiesti, a fronte di un plafond di 68 mln di euro coinvolgendo 64 enti. Segno del grande interesse da parte di amministrazioni e cittadini. Il Bando attualmente finanzia 22 CER e rappresenta un primo banco di prova utile per cogliere le future opportunità, tra cui le iniziative del MASE. “Questo bando - aggiunge Castelli - rappresenta un’iniziativa sperimentale, maturata nel rispetto dei tempi imposti al PNC Sisma e, quindi, era stato necessariamente avviato prima del Decreto CER. L’obiettivo prefissato era ed è la promozione di buone pratiche di decarbonizzazione in una specifica area (i due crateri del sisma 2009 e 2016), caratterizzata da piccole comunità, la maggior parte delle quali ubicate nell’entroterra, con meno di 5mila abitanti. Una leva strategica per combattere lo spopolamento già evidente prima del sisma e innestare infrastrutture e servizi in grado di rendere l’Appennino centrale attrattivo”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-02-2024 alle 12:21 sul giornale del 01 marzo 2024 - 78 letture

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