Incidente mortale Sensini, la replica dell'avv. Pettinari: "La giustizia prenderà atto che ha violato, purtroppo, ben tre divieti di accesso"

4' di lettura 29/03/2024 - L’associazione GAE (Guide Ambientali Escursionistiche) ha diffuso un comunicato riportato da “viverecamerino” il 27.3.024 circa la mia dichiarazione che una parte del lavoro svolto da alcune guide ambientali è abusivo per il fatto che viene svolto su sentieri classificati EE (per Escursionisti Esperti) pur non avendo una formazione specifica a questo tipo di escursioni.

La GAE, per smentire le mie affermazioni, richiama il parere del Consiglio di Stato n. 1914/2020 che limiterebbe ”ogni intervento restrittivo o esclusive agli AMM” (leggi). Le mie dichiarazioni si fondano proprio, e non solo, sul parere del Consiglio di Stato a cui fa riferimento la GAE che interpreta tale documento estrapolando una semplice frase che va, invero, letta nel contesto dell’intero parere, lungo ben 24 pagine.

Si riporta la parte di parere citato dal GAE che va letto senza preconcetti: all’esito di un procedimento adeguatamente partecipato, anche attraverso il confronto con le categorie interessate, gli ambiti territoriali e i percorsi che possono essere legittimamente riservati agli AMM rispetto a quelli per i quali possa invece essere consentita l’attività delle GAE sulla base di un’adeguata istruttoria, volta a distinguere i diversi percorsi esaminati in base alle loro oggettive caratteristiche e al tipo di impegno richiesto”. Che cosa dice il Consiglio di Stato? i sentieri riservati alle AMM (Accompagnatori di Media Montagna) e quelli delle guide ambientali devono essere individuati, attraverso un confronto partecipato, esaminando le oggettive caratteristiche dei sentieri stessi e, cioè, ad esempio in base alla particolare pericolosità del percorso.

Non si possono attribuire al Consiglio di Stato affermazioni che non gli appartengono, anzi l’Organo Giudiziario dice esattamente l’opposto rispetto alla tesi delle GAE. Le GAE saltano a piè pari il contenuto del parere del C.d.S. (parere n. 1914/2020) citando una frase dello stesso atto mentre l’Organo giudiziario tratta la problematica dell’intera questione in modo specifico e dettagliato attraverso una lunga disamina e scrive: “sarebbe invero errato ipotizzare (….) che anche i percorsi propriamente montani, caratterizzati da seria difficoltà, possano essere frequentati dalla GAE, a cui non è chiesta una specifica e adeguata preparazione professionale tale da garantire la sicurezza degli utenti anche in questi ambiti”.

Proprio il parere del C.d.S. ha chiarito quello che era già stato stabilito nella normativa, oltre ogni ragionevole dubbio, e cioè che gli “accompagnatori” di media montagna accompagnano persone su percorsi acclivi e impervi, senza uso di corde, picozza e ramponi, attività che non può essere invece svolta dalle guide ambientali escursionistiche. A quanto sopra si aggiunga che la Regione Marche con la Legge n. 9/2006, ha preso atto della legislazione nazionale, vietando alle guide ambientali di accompagnare gruppi escursionistici su percorsi classificati come EE (per escursionisti esperti) se non previa frequentazione di appositi corsi di formazione. Si precisa che l’Ente Parco Nazionale dei Sibillini, ha classificato larga parte dei percorsi escursionisti all’interno del proprio territorio come EE pertanto la suddetta figura professionale di guida ambientale escursionistica, per le motivazioni espresse dal Consiglio di Stato e dalla legge regionale, confliggendo con le competenze che la legge riserva ai professionisti iscritti all’albo, non può svolgere la propria attività di escursionismo accompagnato in tali ambiti.

Si faccia l’esempio del sentiero dell’Acquasanta (Bolognola – Valle dell’Acquasanta percorso n. E. 4 – Ente Parco dei Monti Sibillini) particolarmente pericoloso o quello che conduce alla cima del Monte Sibilla (Rifugio Sibilla – Monte Sibilla – Rifugio Sibilla - percorso n. E. 10 – Ente Parco dei Monti Sibillini) che si estende per un lungo tratto su rocce e dove l’escursionista è esposto a pericoli dovendo affrontare persino un passaggio con l’ausilio di una catena. Infine nel comunicato GAE si afferma che verranno sentite due guide ambientali “testimoni chiave” circa l’incidente mortale occorso al povero Michele Sensini.

I due soggetti (che non sono testimoni) nulla potranno dire o aggiungere considerato che gli accertamenti e i documenti dicono ben altro. E’ stata una fatalità. La giustizia prenderà atto che il povero Sensini ha violato, purtroppo, ben tre divieti di accesso, sia in bicicletta che a piedi.


   

da Bruno Pettinari
Avvocato





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-03-2024 alle 12:24 sul giornale del 30 marzo 2024 - 520 letture

In questo articolo si parla di attualità, camerino, comunicato stampa

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