Pd Camerino: "Persi 4 miliardi per gli acquedotti dal Pnrr e nessuna soluzione per la gestione unica nell’Ato 3"

4' di lettura 16/04/2024 - Un appuntamento molto apprezzato quello dello scorso mercoledì 10 aprile con l’Assemblea pubblica del circolo del Partito Democratico di Camerino dove insieme ad altri punti all’ordine si era deciso di affrontare il tema della rete idrica provinciale che soffre dei litigi ed intrighi politici degli amministratori locali, e dell’acqua come bene pubblico.

Il titolo dell’incontro “Che acqua vogliamo bere? Come sta evolvendo la gestione della rete idrica nell’Aato 3”. Oltre al tema dell’acqua si è parlato, della situazione politica locale del territorio e delle sfide del PD in vista di amministrative e europee a giugno. Presente all’incontro e intervenuto era anche il neo coordinatore provinciale del Partito socialista italiano Sandro Scipioni consigliere a Corridonia. Ospite tecnico della giornata è stato Mario Iesari, coordinatore del Gruppo di lavoro ambiente del PD provinciale di Macerata e membro di quello regionale; molto apprezzato il suo intervento che partendo dalla normativa vigente, nazionale ed europea, ha spiegato come entro il 2025 bisognerà nell’ambito idrico della nostra provincia arrivare ad un gestore unico dell’acqua.

«Nel mio intervento mi sono proposto di valutare, alla luce delle sfide della crisi ambientale e degli indirizzi imposti dalla normativa, l’iter politico istituzionale che sta cercando una soluzione per il conferimento in house del servizio idrico integrato dell’ATO3 delle Marche. – ha spiegato Iesari - Gli impatti dei cambiamenti climatici renderanno infatti necessarie politiche ed investimenti per favorire il risparmio dei consumi idrici e la gestione circolare della risorsa acqua che diventerà sempre più scarsa. Dall’altra parte le normative impongono un equilibrio fra le esigenze di efficientamento ed economicità del servizio. Ho tenuto conto delle peculiarità che caratterizzano l’organizzazione dei servizi pubblici nel nostro territorio con la presenza di alcune multiutility di piccole dimensioni».

Iesari è arrivato a mostrare ai presenti peculiarità e mancanze delle proposte fatte dagli amministratori del territorio. Sul piano nazionale impressiona la perdita di acqua per guasti negli acquedotti e mancanze nella manutenzione e la destra nazionale ha perso l’occasione di avere oltre 4 miliardi di euro dal PNRR che erano previste, più della metà delle quali destinati alla rete idrica. La maggioranza Meloni ha stravolto questi piani e sul territorio continua invece la battaglia tutta interna alla finta filiera sovranista tra Parcaroli e il sindaco di Civitanova Ciarapica. La proposta di Parcaroli di società partecipata elude nei fatti le normative e gli obiettivi per cui ci sono, mentre quella di Ciarapica di scorporare i rami idrici dalle municipalizzate non è stata ancora presentata ma ha tempistiche lunghissime (si parla di circa 2 anni) e non tiene conto delle risorse finanziarie. Insomma una lotta tutta interna per cui se non si farà in tempo a risolvere la questione si andrà a gara europea per il gestore unico e quindi un privato. All’Assemblea anche la relazione del segretario Marco Belardinelli, che mette in evidenza alcuni punti centrali per il territorio.

Il ministro del Mef Giorgetti, secondo i Dem, ha tentato nella settimana santa di mettere la parola “fine” sulla ricostruzione del cratere sisma sopprimendo la cessione dei crediti e lo sconto in fattura, quindi il superbonus. «Giorgetti è passato sinora come il più competente tra i leader sovranisti nazionali, ma da “salvatore” si è rivelato più concretamente un semplice contabile che per far riportare i conti fa le sue addizioni e sottrazioni dimenticandosi che dietro non ci sono numeri, ma persone. Certamente i conti pubblici devono tornare, e tagli vanno fatti, ma sul terremoto spero ci sia permesso avere dubbi». Non fosse stato per le critiche delle opposizioni ma anche dei progettisti e delle associazioni di categoria oltre che del terzo settore in questa vicenda non sarebbe arrivata neanche la pezza dei 330 milioni nel 2024, Castelli è un commissario scavalcato e il presidente Acquaroli e la sottosegretaria Albano sono complici di un governo a cui il cratere non interessa davvero. Critiche dal circolo anche al presidente della provincia Parcaroli che dal Cosmari alla rete idrica, passando dalla richiesta di sottrare il carcere a Camerino per Macerata si dimostra inadeguato e anche al consigliere regionale Pasqui impegnato più a ricercare consensi nel resto della provincia per tentare una rielezione difficile che nel lavoro, contrapponendosi al leghista Marinelli, avversario locale con favoritismi personali ma più apprezzato in regione. In questo schema il circolo propone la costruzione di un’alternativa, anche esclusivamente civica, per essere pronti a costruire idee e progetti per la realtà camerte in maniera concreta per veder risorgere il centro cittadino e tutte le realtà economiche che oltre all’Università hanno sinora trascinato il benessere della città. Il dialogo con tutti come già instaurato con il PSI è la posizione del circolo PD, l’amore e la fiducia nella propria terra i punti che trascinano e la politica la logica per mettersi al servizio della comunità.


   

da PD Camerino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2024 alle 20:28 sul giornale del 17 aprile 2024 - 234 letture

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