Camerino riabbraccia Pellizzari dopo il Giro: "L'emozione più bella? Sul monte Grappa"

5' di lettura 29/05/2024 - Un caloroso bagno di folla, ma soprattutto un grande gesto di amore vero, sincero ed eterno. Così possiamo definire la festa riservata dalla città di Camerino alla sua “maglia rosa” il baby campioncino Giulio Pellizzari, 20 anni scalatore della VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, protagonista al Giro d’Italia conclusosi domenica scorsa, dove il promettente atleta ha chiuso con numeri eccezionali.

Il 49° posto nella generale, il 34° nella classifica a punti, ma soprattutto il 2° posto nella classifica degli scalatori solo dietro a Pogacar e che gli è valso di sfilare sulle strade di Roma con la maglia Blu ed il 16° posto tra i giovani, sono il riassunto tecnico sportivo del ciclista camerte Giulio Pellizzari, che ha entusiasmato tutti gli appassionati di ciclismo, grandi e piccini al suo primo Giro d’Italia. Davvero niente male per il più giovane ciclista al Giro d’Italia, che si è reso protagonista dalla prima all’ultima vera tappa (di Montagna) prima della passerella finale di Roma.

E’ stato Pellizzari il primo ad essere intervistato dalla Rai al termine della prima tappa a Torino, dove si è reso protagonista nelle due salite in programma e da quel giorno l’entusiasmo intorno a Giulio è cresciuto sensibilmente. Lui non si è mai scomposto ed è stato così anche ieri nello scenario dell’Auditoriom di Unicam Benedetto XIII°, dove gli è stata organizzata una festa, che lo ha visto abbandonarsi all’affettuoso abbraccio dei suoi concittadini con la solita umiltà, semplicità, lucidità ed il sorriso stampato in volto, firmando autografi e lasciandosi fotografare. A rendergli i giusti e meritati omaggi, in un “vortice di emozioni” che lui stesso ha ribattezzato una “centrifuga” (per tutte quelle sta ancora vivendo dalla fine del Giro) fino alla gran festa di ieri con tanto di banda, palco colorato col tricolore ed il rosa, gli striscioni dei tifosi camerti che lo hanno accompagnato anche nelle tappe più lontane da Camerino e più impegnative della corsa, come quelle sulle Dolomiti, anche Luca Panichi, lo scalatore in carrozzina. Ben 5 le tappe in cui i fans delle Frecce Azzurre Camerino si sono assiepati lungo le strade per sostenerlo. Oltre ai suoi fans anche lo scalatore in carrozzina.

Per il giovane Giulio Pellizzari ieri, omaggi, riconoscimenti da parte di tutte le principali autorità a tuti i livelli (civili, politiche, militari e religiose), con il sindaco Lucarelli ad omaggiarlo con una composizione delle sue imprese al Giro, la Regione Marche col presidente Acquaroli ed il vice presidente del consiglio regionale Pasqui, con medaglie e pensieri personali, ai vertici dello sport marchigiano come Fabio Luna (Pres. Coni) e Lino Secchi (FCI). Per lui anche una maglietta particolare da parte dell'Asd Camerino Calcio, con il suo nome ed il numero di gara al giro (205), consegnatagli dal presidente Ivano Falzetti.

Prima di concedersi alla sua gente Giulio ha voluto ringraziare tutti i presenti, ricordando anche l’altra sua famiglia umbra, quella della ASD UC Foligno, dove è cresciuto agonisticamente nelle giovanili prima di approdare alla VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, il suo preparatore atletico Leonardo Piepoli (ex ciclista professionista) e il suo mentore ed amico di famiglia Massimiliano Gentili (umbro ed ex ciclista professionista). Prima di entrare nella “centrifuga” di emozioni, Pellizzari si è concesso a qualche domanda.

Una sintesi e le emozioni più belle di questo Giro d’Italia, dove nella classifica degli scalatori sei giunto secondo, solo dietro a Pogacar?
“L’emozione più bella credo sia stata proprio quella sul Monte Grappa dove c’era tanta gente a tifarmi è stato bello e credo che me la porterò sempre dentro di me. Portare la maglia di migliore scalatore a Roma, anche se non era la mia è stato davvero bello, un giorno spero di vestirne una di un altro colore”.

Cosa ha pensato quando Pogacar ti ha detto di andargli dietro in quella tappa?
“Quando mi ha detto “andiamo, vieni con me”, mi sono chiesto, provo a stargli dietro, o stare lì finché riesco, poi vediamo”.

Prima ancora c’era stata Cima Coppi, dove hai sprintato con un certo Nairo Quintana battendolo ed è uno che in salita va forte ed ha vinto Giro e Tirreno-Adriatico, com’è andata?
“Stava per battermi proprio in cima, ma per fortuna sono riuscito a mettere la ruota davanti, però anche con lui è stata una bella esperienza”.

In questo tuo primo Giro d’Italia, pensavi dall’inizio di poter fare quello che poi ha dimostrato su strada?
“Diciamo che le premesse erano buone, prima del Giro andavo bene. Poi ho avuto qualche problemino la prima settimana, invece alla fine ho concluso nel modo migliore e tutto è andato anche oltre le migliori aspettative”.

Prossimi impegni?
“Fatto il giro di Slovenia dal 12 al 16 giugno, poi il Campionato Italiano il 23 giugno, staccherò un po’ la spina per riposarmi”.

Pellizzari era accompagnato da tutta la sua famiglia e la sua fidanzata, con la mamma Francesca in un completino “rosa” a tema con l’evento, alla quale siamo riusciti a strappare qualche battuta.

Signora Francesca quali sono state le emozioni più belle che le ha regato Giulio davanti alla tv?
“Tante, veramente tante e non ho parole per descriverle tutte. Momenti fantastici uno dopo l’altro”.

Quando è stato intervistato subito alla prima tappa e come primo corridore ai microfoni del giro, cosa ha provato?
“E’ stata una forte emozione, grandissima. Non ce lo aspettavamo nessuno”.

Quando Giulio ha trasformato la passione per la bici in una scelta di vita pensava ha mai pensato che potesse raggiungere questi livelli?
“No, assolutamente no, non lo avrei mai immaginato. Gli siamo stati sempre vicini in tutto, ma vederlo protagonista no. Però è stato bello”.








Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2024 alle 12:23 sul giornale del 30 maggio 2024 - 1138 letture

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