Inaugurato il nuovo Centro Pastorale a Camerino, mons. Massara: "Un mio sogno"

5' di lettura 10/06/2024 - Inaugurato oggi nei locali dell’ex Seminario, struttura della diocesi di Camerino, il nuovo “Oratorio, centro pastorale” intitolato a Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro, che ha visto migliorati, modificati, ampliati i propri spazi, che saranno ulteriormente completati (soprattutto quelli riguardanti le attività sportive all’esterno).

“Si tratta di un luogo, o meglio di una casa aperta d’incontro, che racchiude tre generazioni” ha detto il padrone di casa S.E. Mons. Francesco Massara che nell’occasione ha accolto i molti presenti ed fatto anche da guida agli spazi interni ed esterni. Tre le figure a cui sono stati intitolati gli spazi in cui la struttura è stata identificata, l’oratorio che è stato identificato nelle figure di Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro (entrambi educatori prematuramente scomparsi) e che hanno dato tutto ai giovani ed all’associazionismo, con dolcezza Stefania e allegria Maurizio (che il vescovo chiamava il Giullare di Dio).

L’area del centro di ascolto è stata dedicata mons. Renzo Rossi (figura indimenticabile che ha gestito il centro Caritas) e l’Area Gioco intitolata a Mons. Quinto Martella, che per decenni è stato il parroco di Santa Maria in Via e che ha devoluto i suoi risparmi per la realizzazione di strutture della diocesi (in questo caso destinate agli ampi spazi per lo sport), area che in futuro sarà completata con gli spogliatoi ed un campo da basket e uno da volley. Un’opera che è stata possibile realizzare grazie ai fondi per la ricostruzione, a quelli della Caritas, della Cei e molti benefattori silenziosi, a cui l’arcivescovo ha rivolto i suoi ringraziamenti.

Dal gruppo degli Scout, al coro, alle suore di Santa Chiara, ai rappresentanti delle altre associazioni giovanili locali e soprattutto molti cittadini, in tanti hanno voluto presenziare a questo straordinario, importante e significativo evento, la cui data di oggi resterà nella storia per l’importanza che in centro pastorale avrà sul territorio. Il taglio del nastro affidato alle famiglie di Stefania Scuri e Maurizio Cavallaro.

Eccellenza, questo sogno chiamato centro Pastorale nell’ex Seminario si è realizzato. L’aveva immaginato proprio così come stato realizzato?
“E’ stato un mio sogno quando sono arrivato – dice Mons. Francesco Massara - perché ho sempre pensato che non serve una ricostruzione solo strutturale se non è seguita da una sociale ed economica. Le tre ricostruzioni devono andare insieme e questo credo che sia uno dei rari centri in Italia, se non l’unico, in cui tre generazioni, bambini, giovani e anziani, convivono nella stessa struttura, che è un gioiello per tutto il territorio”.

Altro legame del centro con il territorio sono le tre aree degli spazi in cui è diviso, che sono state dedicate a figure importanti e di riferimento per la città?
“Gli spazi sono stati dedicati a figure che hanno dato un segno a questa città, Maurizio e Stefania, don Renzo Rossi che è deceduto molti anni fa ma che era l’uomo della carità con il centro di ascolto, poi don Quinto Martella che ha sempre amato i giovani. Noi non dobbiamo mai dimenticare le persone che abbiamo incontrato, perché la storia la fanno le persone. Sono le persone che cambiano il territorio e questi hanno dato un grande esempio. Aver intitolato a loro questi spasi è mantenere la memoria delle cose belle di questa città, ma soprattutto dell’intero territorio”.

Questa apertura alla fruizione della struttura a tutto il territorio, è una visione bellissima e lungimirante?
“La struttura non è solo per Camerino, ma per tutta l’arcidiocesi – conclude l’arcivescovo – per cui se una parrocchia ha bisogno di fare una partita di calcio può venire, se un’altra vuol fare un laboratorio può partecipare, se c’è bisogno degli spazi per un incontro può accedervi. Devono considerare il centro come casa loro. Questo è un centro di comunità, un centro pastorale di tutta la diocesi, che abbraccia tutto il nostro territorio e le porte sono aperte a tutti nel rispetto dei luoghi”.

Alla città, il sisma aveva privato molti di questi spazi, soprattutto quelli che appartenevano le singole tre parrocchie principali, ora riunite anche nella gestione da don Marco Gentilucci, ma ora possono tornare a condividerli insieme. Una struttura che mancava, un sogno realizzato e che già da domani inizierà ad animarsi, in che modo?
“Sì, infatti, domani iniziamo proprio l’attività estiva della città – dice don Marco Gentilucci - e questo luogo sarà animato da 120 bambini più circa 30 animatori che daranno vita alle prime tre settimane di iniziative. Quindi l’ex seminario diventa il centro pulsante della vita dei giovani e quello che oggi abbiamo inaugurato prende proprio quella forma che era dentro quell’idea e quel sogno che abbiamo poi realizzato oggi”.

Un luogo importante e necessario anche per le attività delle stesse parrocchie che sono state ridimensionate dei loro spazi dai danni del sisma?
“Certo. Questo ci ridà uno spazio vitale. Negli anni passati, prima del terremoto, dicevamo che la comunità non è fatta dagli spazi, ma avendo passata questa esperienza del dopo sisma, ci rendiamo conto che gli spazi aiutano a fare comunità e questo centro ci aiuterà senz’altro”.








Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2024 alle 01:21 sul giornale del 10 giugno 2024 - 2734 letture

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